Il diritto alla cancellazione dei propri dati nei database è ancora valido?

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Un nostro utente ha inviato alla nostra redazione quanto segue: Da qualche anno ricevo periodicamente delle lettere da parte di un ente regionale, il quale si occupa di fare screening sui tumori. Non ho mai chiesto, autorizzato, firmato alcun documento di partecipazione al ricevere alcunché da quell’ente.

Peraltro considerando che non ho risposto alla prima, seconda, terza loro vuol dire non sono interessato, pertanto si dovrebbe, a mio parere cancellare dal database i dati di quella persona (Comunque non dovrebbero neanche esserci, salvo autorizzazione del diretto interessato).

Presumo, sempre opinione personale, è diritto insopprimibile del diretto interessato avere il libero arbitrio di essere inserito ed aggiornato sul trattamento dei dati ai fini di cosa e perché.

Periodicamente vengo assillato da diversi anni, sino a quando, lascio immaginare, non potendone più ho inviato una mail con richiesta di rimozione immediata dei miei dati, come indica la legge sulla privacy.

L’ente mi ha risposto che per procedere alla cancellazione del nominativo è necessario compilare il modulo che trova in allegato e lo invia, includendo una copia firmata di un documento d’identità.

Inoltre l’ente X spedisce queste richieste di analisi (screening) in quanto è: un livello essenziale di assistenza che la regione deve garantire ai propri residenti

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Di seguito le mie note / dubbi / domande

1) Non ho mai ricevuto alcuna informazione da parte di tale ente di partecipare ad alcun screening, quindi perché ricevo richieste di analisi?

2) Tale ente non ha il mio assenso o dissenso esplicito, scritto, firmato, per partecipare ai loro screening, quindi, ripeto, perché ricevo le loro richieste di analisi?

3) Nel momento in cui l’ente verifica che alcuno di coloro hanno interpellato, via cartaceo, ha risposto, è lecito che devono continuare a spedire fogli per fare gli screening oppure devono eliminare i dati dal loro database?

4) I dati nei database di questi enti regionali devono esserci senza che il diretto interessato è a conoscenza, senza sapere a quali fini vengono utilizzati, senza alcun consenso scritto?

5) Come mai la regione o chi per esso non mi ha inviato preventivamente una richiesta dove chiede se volevo partecipare allo screening?

6) Nel sito web di tale ente sui tumori scrivono che devono fare pubblicità e, quindi, informare i cittadini dei loro progetti di salute. Quando e dove ?

7) I miei dati sono stati comunicati a mia insaputa a quell’ente da parte di chi e come vengono raccolti questi dati?

8) Quando ho chiesto di eliminare i miei dati dal loro database, hanno risposto che li avrebbero eliminati compilando un modulo e inviando copia un documento di identità firmato. Ma se non ti ho dato alcuna autorizzazione da me scritta, perché devo spedirti un mio documento di identità e compilare un modulo?

9) La mail è firmata con un ‘Cordialmente’, ma non si sa neanche nome e cognome di chi ha risposto. Ma non solo…chiunque è l’anonima persona, peraltro scrive: “e non Le arrecheremo più alcun disturbo, ammesso che di disturbo si possa parlare”. Probabilmente chi ha risposto non ha ben capito che c’è già un notevole fastidio della mia persona, anche scritto, quindi, perché fai ironia sul mio disagio psicologico nel aver più volte ricevuto vostre lettere non richieste?

10) Come cittadino non sono stato informato per posta cartacea od email di questa ‘garanzia’ del livello di assistenza ai propri residenti e non so a quali altri ho diritto. Non ho diritto nel essere informato? Non ho diritto di ricevere preventivamente alcuna informativa che mi spiega chi, cosa, quando, come, dove, perché?

11) Presumo, sino a prova contraria, dovrei avere il diritto di scegliere per la mia salute, quando e dove fare la prevenzione e non assillato da lettere di alcuno di cui non ho autorizzato nulla. Per tutta risposta, tale ente ha pensato di farmi una lettera dal loro studio legale.

Pertanto voglio capire meglio l’intera situazione, anche se sarà necessario andare in tribunale, coinvolgere tutti i diretti interessati, Garante della Privacy, Ministero della Salute, , poiché ci sono passaggi che a me sono del tutto enigmatici:

1) Un cittadino è obbligato a ricevere lettere dell’ente, pur non avendo ricevuto alcuna preventiva informazione di essere inserito nel loro database i cui fini sono per cosa sino a quando ricevi le loro lettere, mai chieste e mai autorizzate per scritto?

2) Quando ti chiedo di cancellarmi dal tuo database perché mi chiedi di compilare un modulo e spedire un mio documento firmato?

3) Se hai i miei dati penso saprai chi sono? A cosa ti serve la mia firma e compilare il modulo se non ti ho MAI autorizzato a spedirmi nulla ?

4) Visto che non mi hai MAI scritto preventivamente se volevo partecipare al tuo programma di screening, perché quando ti chiedo di cancellarmi utilizzando la PEC (documento più che ufficiale) non esegui ciò che ti ho chiesto e, invece, mi spedisci una lettera del tuo avvocato?

5) Se chiedo di essere cancellato da un database, come peraltro è mio diritto secondo la legge della privacy, perché non fai ciò che ti chiedo ?

6) Perché ricevo una mail firmata ‘cordialmente’ in modo anonimo?

7) Perché l’anonimo mi risponde in modo ironico quando ha letto sono molto infastidito dalle lettere di screening, mai chieste?

8) Ho diritto di sapere per quale motivo i miei dati sono in quel database senza aver mai dato un mio consenso scritto/firmato al loro trattamento e, pertanto, chiederne immediata cancellazione?

9) Ho diritto di scriverti che non voglio più ricevere alcunché da te e altri che fanno parte, conosci, fornitori, consulenti compresi?

10) Ho diritto nel dirti che SONO MOLTO infastidito dal tuo comportamento perché mi stai assillando con lettere non volute e mai chieste per partecipare ai tuoi programmi di screening?

11) Quando chi spedisce lettere non riceve risposte dai diretti interessati, deve continuare ad assillare le medesime persone o cessare ogni invio e cancellare i dati dal loro database?

12) Ho diritto ad avere la cancellazione dei miei dati quando vengo a conoscenza che chicchessia li sta tenendo senza il mio consenso scritto?

13) Per quale motivo non mi hai informato nel tenere i miei dati nel tuo database sul quale ho il diritto di sapere a quali scopi e chi te li ha dati, salvo il contrario della , quindi avere chiare spiegazioni sul perché, come mai, chi ti ha autorizzato?

14) E’ ancora valida la richiesta di cancellazione dei propri dati dai database di chicchessia compreso gli enti locali?

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NOTA DI REDAZIONE

Nel sito web di quell’ente è scritto quanto segue: “Ai sensi del D.Lgs. n. 33/2013 la Carta dei Servizi risponde “agli obblighi di pubblicità, trasparenza e diffusione di informazioni da parte delle pubbliche amministrazioni”.

>> La nostra agenzia di , con sede a Firenze dal 1996, comunica che da tale ente non ha mai ricevuto alcuna informazione sui loro programmi di screening, inerenti la popolazione regionale o locale, per poter adempiere ad fornire notizia su quanto viene svolto da quell’ente regionale.

Sempre nel loro sito web si legge quanto segue:

La Carta dei Servizi è alla base di un nuovo rapporto tra cittadino/utente e pubblica amministrazione erogatrice di servizi. Si configura come “patto” tra il soggetto erogatore del ed il cittadino; è uno strumento di formalizzazione dei diritti dei cittadini e degli impegni assunti dai soggetti gestori dei servizi, tramite la definizione degli obiettivi, dell’impegno assunto per il raggiungimento di quest’ultimi, i propri standard di qualità, che possono essere controllati direttamente dal cittadino.

Soffermiamoci sulle frasi:” Diritti dei cittadini” e “controllati direttamente dal cittadino”.

Quindi nei diritti dei cittadini è compreso quello di spedire preventivamente una lettera di dove si chiede se partecipare liberamente, senza alcun impegno, ai loro programmi di screening?

Nel ‘Controllati direttamente dai cittadini’ che cosa intendono dire? Il Cittadino può controllare quel che svolgono dove e come?

Leggiamo ancora:

Informa inoltre sulle modalità attraverso le quali è possibile segnalare un disservizio o presentare reclamo. Questo documento consente di rendere i servizi trasparenti ed accessibili, attraverso una informazione adeguata a tutti i cittadini sulle prestazioni erogate dall’ente.

Soffermiamoci sulla frase:”rendere i servizi trasparenti ed accessibili, attraverso una informazione adeguata a tutti i cittadini sulle prestazioni erogate dall’ente

Per quanto scritto dall’utente sopra non ha ricevuto alcuna ‘informazione adeguata’.

Noi come agenzia stampa non abbiamo MAI ricevuto alcuna informazione sull’esistenza di programmi inerenti allo screening territoriale.

>> Possibile che tale ente non si è informato presso anche l’Ordine dei del luogo per sapere quali sono le testate giornalistiche operanti nella regione?

>> L’informazione di salute regionali e locali dovrebbero, secondo la nostra opinione, essere spedite a tutte le testate giornalistiche del territorio. Per quale motivo la nostra agenzia di stampa è stata esclusa dal ricevere informazioni su quel tipo di screening?