Il COVID E LE PECORE – STORIA DI UNA DISAVVENTURA CICLISTICA

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“Alice Boni faccio un giro in e torno”. Mascherina pronta all’occorrenza e cuffie nelle orecchie. Mi sento avventuroso, via mettiamo Morricone e le sue atmosfere western.
Il è a due pedalate, giro per un sentiero mai fatto, vediamo dove arriva, sarà lo spirito d’ ma oggi mi è presa così.

Dopo qualche sali e scendi ed un benedetto che mi indica la strada, arrivo ad un panorama mozzafiato e mi sento chiamare.

“Buongiorno”. Mi appare un persona sulla sessantina, bassa, volto ruvido che abbozza un sorriso.

“Buongiorno come sta?” Rispondo per educazione.

“Male! Questo maledetto covid ci farà fallire” esclama subito quell’uomo.

Oh come? Anche qui? Penso tra me. Anche in mezzo al bosco, sperso in mezzo ad una incontaminata?

“Che fa?” Incalzo io vedendolo sempre più desideroso di sfogare a qualcuno le disavventure.

“Sono un pastore e me le stanno portando via tutte”

“Chi?” Interrompo sempre più sorpreso.

“I , proprio ieri avevo perso una pecora di 40 kg, dopo qualche ora ho ritrovato solo i resti, chissà quanti erano”.

Inizio a capire, anche se ancora mi sfugge il nesso con il covid. Ma l’attesa è breve.
“Da quando c’è questa pandemia i lupi si sono avvicinati alle case, hanno preso possesso di questi territori. Dal mio gregge sono state mangiate 14 in un mese”.

Non avrei mai immaginato questa conseguenza del e la cosa non era affatto banale. Il Pastore, che poi scopro chiamarsi Gianni, mi dice che molti sono nella sua situazione.

“Il lupo è una specie protetta non puoi farci niente”.

“Ma esiste qualche sussidio in questi casi?”

“Sussidio???” Mi guarda come se avessi bestemmiato. “Macché sussidio, non ci sono fondi, nemmeno europei, per noi pastori dal 2012!”.

La puntualità della risposta mi fa capire che la strada era già stata battuta.
“Ma nemmeno con i maremmani?” provo andando più sul pratico.

“Se prendi i maremmani ti ci vuole l’avvocato in casa tutte le settimane”.

“Io sono un avvocato” ribatto cercando di sdrammatizzare.

“Ah ecco” incalza lui.

“Molte persone camminano o pedalano fuori dai . Se poi trovano le pecore si avvicinano pure a fare le foto… ed allora i Maremmani fanno i Maremmani”.

Il ragionamento purtroppo non fa una piega e mi racconta di come un suo collega pastore sia finito nelle beghe legali proprio per questo motivo.

Si gira e mi saluta amaramente.

“Avvocato dia retta a me, meglio lasciar perdere tutto che tenere le pecore per darle in pasto ai lupi… o agli avvocati”.

Riprendo la pedalata con in cuffia Morricone e penso a Gianni, alle pecore, al covid, ai lupi, ai sentieri… si ecco appunto ma dove sono?

Sperduto nella natura.

Farò tardi, ma il naufragar mi è dolce in questo mare…

Autore : Enrico Minelli