I “poteri d’oro” del governo italiano

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Il decreto presidenziale del 19 febbraio 2014, n. 35, regola le procedure attraverso le quali il può esercitare poteri speciali (detti anche “poteri d’oro”) sulle imprese operanti nei settori della difesa e della sicurezza nazionale.

Tali poteri vanno dal veto alle acquisizioni di partecipazioni e altre operazioni societarie all’imposizione di specifici obblighi di sicurezza dell’approvvigionamento e di continuità operativa.

Il regolamento, in vigore dal marzo 2014, attua il quadro normativo introdotto dal decreto legge 15 marzo 2012, n. 21 in relazione alle imprese che operano in settori strategici quali la difesa e la sicurezza nazionale, l’energia, i trasporti e le comunicazioni (articoli 1 e 2, 21/2012, convertiti con modificazioni in legge 11 maggio 2012, n. 56).

Ld n. 21/2012 consente al governo italiano (primo ministro) di esercitare poteri speciali nei confronti delle società che svolgono attività ritenute di importanza strategica nei settori della difesa e della sicurezza nazionale (articolo 1) e in relazione alle società che detengono attività ritenute di importanza strategica nei settori dell’energia, dei trasporti e delle comunicazioni (articolo 2).

DPCM 30 novembre 2012, n. 253, ha identificato le attività di importanza strategica nei settori della difesa e della sicurezza nazionale che innescano l’applicazione del quadro normativo sui poteri speciali.

Tali attività comprendono, tra l’altro, lo studio, la ricerca, la progettazione, lo sviluppo, la fabbricazione, l’integrazione e il supporto del ciclo di vita di numerosi sistemi e materiali elencati dal dPCM.

L’elenco comprende i sistemi di comando, controllo, computer e informazione – C4I; sensori C4I avanzati, compresi i sistemi di pilotaggio remoto (MALE e UCAV); sistemi di rilevamento e protezione di mine e IED; sistemi avanzati di armi integrati nelle reti C4I; sistemi di propulsione aerospaziali e militari marini con elevata affidabilità; materiali stealth e RAM.

Le attività di importanza strategica nei settori dell’energia, dei trasporti e delle comunicazioni sono identificate dai futuri dPCM.

L’esercizio di poteri speciali è soggetto all’effettiva esistenza di una minaccia che pregiudica gravemente gli interessi essenziali della difesa e della sicurezza nazionale (o, nei settori dell’energia, dei trasporti e delle comunicazioni, agli interessi pubblici relativi alla sicurezza e al funzionamento delle reti e sistemi).

La minaccia di grave pregiudizio è valutata caso per caso alla luce di criteri oggettivi e non discriminatori – che tengono conto, tra l’altro, della struttura economica, finanziaria, tecnica e organizzativa dell’acquirente di partecipazioni, piano aziendale, continuità aziendale e sicurezza dell’approvvigionamento, con particolare riferimento agli accordi di fornitura con l’amministrazione italiana, dell’impresa strategica interessata. Eventuali legami tra l’acquisizione di partecipazioni e i paesi che non rispettano i principi democratici fondamentali, lo stato di diritto e i principi del diritto internazionale, o eventuali rapporti dell’acquisizione di partecipazioni con organizzazioni terroristiche o criminali sono anch’essi valutati negativamente.

Se si conclude che l’operazione notificata può comportare il rischio di gravi pregiudizi per gli interessi pubblici di difesa e sicurezza, il governo ha poteri discrezionali di:

(in relazione all’acquisizione di partecipazioni) imporre condizioni specifiche relative alla sicurezza delle forniture e delle informazioni, al trasferimento di e ai controlli delle esportazioni;

(in relazione all’acquisizione di hodldings) veto all’acquisizione di partecipazioni rilevanti (comprese le partecipazioni di controllo);

(in relazione all’adozione delle deliberazioni societarie) veto l’adozione delle risoluzioni dell’assemblea o del consiglio di amministrazione finalizzate allo svolgimento delle operazioni societarie rilevanti.

Il governo italiano ha esercitato i suoi poteri speciali nei settori della difesa e della sicurezza nazionale in numerosi casi.

Sebbene non sia stato emesso alcun veto, i decreti presidenziali imponevano obblighi specifici in relazione all’acquisizione del ramo d’azienda “Propulsione sul campo e trasmissione di energia” da parte di General Electric, che agiva attraverso la sua controllata Nuovo Pignone Holding SpA, nonché in relazione alla acquisizione di quote di Piaggio Aero Industries SpA da parte di Mubadala Development Company, società di investimento del governo degli Emirati Arabi Uniti.

In generale, sembra che il governo italiano presta particolare attenzione alla conservazione dei programmi cofinanziati dal governo o dalle forze armate italiane e alla continuità aziendale, sia in termini di gestione che di stabilità chiave dei dipendenti.

Fonte : twobirds.com

Il 16 ottobre 2017 il governo italiano ha adottato il decreto legge n. 148/2017 contenente, tra l’altro, nuove misure volte a migliorare la trasparenza dei mercati regolamentati italiani e ad estendere i “poteri d’oro” del governo italiano.

In base alle nuove regole, gli investitori che acquisiscono quote significative in società quotate devono rivelare al mercato maggiori informazioni, compresi piani strategici quali le loro intenzioni in merito alla rappresentanza del consiglio e se intendono acquisire ulteriori azioni in futuro.

Inoltre, la procedura dei poteri d’oro, in base alla quale le transazioni in determinati settori strategici devono essere notificate, prima del completamento, al governo italiano che può porre il veto sull’accordo o imporre condizioni prima di consentire loro di procedere, è stata estesa ad alcuni high-tech industrie ad alta intensità .