[Italia – Toscana – Firenze] I 50 anni di Batistuta e il passato che non passa

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Non capita tutti i giorni, e non è da tutti, festeggiare il proprio compleanno in una delle piazze più belle e celebrate del mondo. Davanti a migliaia di persone adoranti e con il Sindaco che passa personalmente a fare gli auguri. Eppure questo accade a Firenze, città umorale e complicata, capace di esiliare e dimenticare i propri figli e di acclamare quelli adottivi. Onestamente, a noi i festeggiamenti per i 50 anni di Gabriel , perché è di questo che stiamo parlando, ci sono parsi un tantino eccessivi. Anche chi scrive è stato fan sfegatato di Batigol, uno dei pochi capace di portare la Firenze calcistica a gareggiare quasi alla pari con gli squadroni d’Italia e d’Europa (anche se poi per vincere lo scudetto è andato a Roma).

Rimane nel cuore l’emozione di quella chioma al vento che sventola nel silenzio glaciale di Wembley e quel gol contro l’Arsenal che resterà nella storia. O quell’indice che zittiva i tifosi del Barcellona nel mitico Camp Nou. Era la Firenze dei Cecchi Gori, dei sogni di grandezza svaniti poi per sempre nelle macerie del fallimento. Certo, non bisogna dimenticare.

Ma sono passati moltissimi anni, quasi un’era geologica, e la sensazione è che si continui a festeggiare il passato (a proposito, fra poco saranno 50 anni dall’ultimo scudetto. Ahimé), causa mancanza assoluta di presente. E poi, diciamolo, questa festa lascia in bocca una sensazione strana, una stonatura, una forzatura, e non solo perché Bati i 50 anni li ha compiuti da 2 mesi. Non andiamo oltre.

Ognuno, a questo punto, voli con la propria fantasia. In fondo è primavera.