Gli investimenti stranieri diretti sono un rischio o un’opportunità per l’UE?

Il nuovo meccanismo europeo di controllo prevede la cooperazione fra la Commissione e gli stati membri per valutare l’impatto sulla sicurezza o sull’ degli . Lo scopo è di assicurare che gli non costituiscano una minaccia per le strategiche, le informazioni sensibili e le chiave, senza con ciò compromettere l’apertura dell’UE agli investimenti.

“Questo meccanismo dimostra che gli europei sonno coscienti del fatto che il mondo non è pieno di investitori con buone intenzioni”, ha dichiarato durante la plenaria il responsabile della relazione Franck Proust, eurodeputato francese del Partito popolare europeo. “Ora possiamo dire che ci stiamo muovendo verso un’Europa che si batte per i suoi interessi e che li difende”, ha aggiunto.

Investimenti esteri: i pro e i contro

Gli investimenti provenienti dall’estero sono un’importante risorsa per l’economia UE, sia in termini di crescita che in termini d’occupazione. Alla fine del 2017 l’Unione ha ricevuto 6300 miliardi di euro in investimenti diretti esteri. La Svizzera, con 800 miliardi di euro, e gli Stati Uniti, con 2200 miliardi di euro, sono i più grandi investitori.

Anche se questi investimenti hanno dato forse un po’ di respiro ai paesi vittime della crisi, le acquisizioni di infrastrutture strategiche da parte di compagnie straniere preoccupano i governi europei. Ci possono essere investimenti russi o cinesi, ad esempio, dietro gli acquisti di infrastrutture per l’energia e il .

Il degli investimenti esteri diretti

Metà dei paesi europei ha ora accesso a meccanismi per esaminare i legati agli investimenti esteri diretti. Anche alcuni paesi non UE, come gli Stati Uniti, il Giappone, la Cina, la Russia e l’Australia monitorano gli investimenti esteri diretti.

Nell’UE attualmente i metodi di valutazione degli investimenti variano di paese in paese e gli stati membri non si coordinano fra loro, anche quando gli investimenti possono avere un impatto in più paesi. Le nuove norme UE non armonizzano i meccanismi di controllo nazionali ma aumentano la cooperazione e lo scambio di informazioni fra gli stati membri e la .

L’UE e la globalizzazione

Le nuove norme fanno parte di un più ampio disegno europeo per la gestione della globalizzazione. Dello stesso disegno fanno parte gli accordi commerciali (36 quelli conclusi fino a oggi) e gli strumenti di difesa commerciale. Inoltre, a maggio 2018 gli eurodeputati hanno approvato le norme per rafforzare le politiche europee anti-dumping.

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