Gesù di Nazaret. Che cos’é la verità, la saggezza, la conoscenza del sapere

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ha creato un concetto assolutamente nuovo di regalità e di regno mettendo Pilato, il rappresentante del classico potere terreno, di fronte ad esso. Che cosa deve pensare Pilato, che cosa dobbiamo pensare noi di tale concetto di regno e di regalità? È una cosa irreale, una fantasticheria della quale ci si può disinteressare? O forse in qualche modo ci riguarda?

Se Gesù basa il suo concetto di regalità e di regno sulla verità come categoria fondamentale, molto comprensibilmente il pragmatico Pilato chiede: «Che cos’è la verità?» (18,38).

il caso più eclatante in grado di dimostrare questo assunto consisterebbe nella vicenda di Galileo Galilei. Una conclusione falsa quanto le premesse.

Paul Karl Feyerabend, filosofo «anarchico» della scienza, pur senza voler tessere alcun elogio dell’Inquisizione, riconobbe nel suo celebre saggio Contro il metodo, Abbozzo di una teoria anarchica della che

«La all’epoca di Galileo si attenne alla ragione più che lo stesso Galileo, e prese in considerazione anche le conseguenze etiche e sociali della dottrina galileiana. La sua sentenza contro Galileo fu razionale e giusta, e solo per motivi di opportunità politica se ne può legittimare la revisione».

Feyerabend, animando un’accesa «polemica contro l’oggettività della conoscenza scientifica», sostenne che Galileo vinse la sua battaglia soprattutto «grazie al suo stile e alle sue di persuasione», ricorrendo ai «mezzi della propaganda» e utilizzando anche «trucchi psicologici», perché in realtà non disponeva di prove sufficienti ad affermare la propria tesi.

Che cos’è la verità? La domanda del pragmatico, posta superficialmente con un certo scetticismo, è una domanda molto seria. Possiamo riconoscerla? Può essa entrare, come criterio, nel nostro pensare e volere, nella vita sia del singolo che in quella della comunità?

La definizione classica formulata dalla scolastica qualifica la verità come «adaequatio intellectus et rei – corrispondenza tra intelletto e realtà» (Tommaso d’Aquino, S. theol. I q 21 a 2 c).

Nel 1988, in occasione del Meeting di Rimini, tre studiosi di fama internazionale (Dipankar Home, Stanley Jaki e Franco Selleri) si riunirono per dibattere, a partire dalla meccanica quantistica, sul tema Cos’è la verità nella realtà.

Pur rimandando alla trascrizione completa per una più generale risulta curioso come in quell’occasione D. Home, ricercatore presso il Bose Institute di Calcutta, abbia voluto citare il celebre poeta americano Robert Frost:

We dance round in a ring and suppose, But the Secret sits in the middle and knows.
“Balliamo in cerchio e supponiamo, ma il Segreto si trova nel mezzo e sa”.

La buona filosofia e la storia ci insegnano che la verità nella realtà dei fatti si può anche mistificare al fine di far sembrare la virtù della in stoltezza, ma…Gesù Disse:

«Io sono il Signore che ho fatto tutte le cose, Io solo distendo i cieli, e rendo stabile la terra, e nessuno è con me. Io rendo vani i presagi degli indovini, e faccio impazzire gli astrologi, fo indietreggiare i sapienti, rendo stoltezza la loro scienza».

Namasté !

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