Geoingegneria Climatica, Nello spazio

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I geoingegneri, avvicinandosi sempre più alla fonte di calore, immaginano di bloccare parte dei raggi solari lungo il cammino dal alla terra mettendo in orbita un gigantesco ombrellone che rifletta altrove o assorba la radiazione incidente impedendole di andare a scaldare la nostra .

Senza rimanere al buio naturalmente. Basterebbe eliminare appena l’1,7% della radiazione solare che colpisce il nostro pianeta per bloccare l’aumento di di 2 °C.

Il luogo in cui posizionare questo speciale ombrellone è quello che gli astronomi chiamano il punto lagrangiano L1: si trova proprio fra il Sole e la Terra a 1,5 milioni di km dal nostro pianeta e a 148 milioni di km dal Sole.

In questo punto le forze gravitazionali prodotte dai due corpi e la forza centripeta orbitale si equilibrano esattamente. In verità, per non sconvolgere il ciclo giorno/notte di tutti gli esseri viventi, si dovrebbe ricorrere a tanti piccoli ombrelli (tra l’altro più facilmente trasportabili).

La NASA ne ha già realizzato un prototipo: un disco di appena 60 cm di diametro, dello spessore di 5 micrometri e del peso di circa un grammo. Il vero problema è che bisognerebbe produrne 16 milioni di miliardi, per un peso totale di circa 20 milioni di tonnellate.

In altri termini per formare una nuvola di dischi di 3,8 milioni di km2 che complessivamente bloccherebbero circa il 2% della radiazione solare che colpisce la terra, ogni giorno (per vent’anni), dovremmo lanciare un razzo da 100 tonnellate di carico.

Secondo la NASA si tratterebbe di una spesa di 130 mila miliardi di dollari, 18.500 $ a testa per ogni abitante del pianeta. Una soluzione alternativa è quella di una gigantesca lente di Fresnel del diametro di 1000 km e dello spessore di pochi millimetri sempre in L1.

Una volta studiato come mandare i materiali necessari per costruirla in orbita, si potrebbe deviare nello spazio l’1% dei raggi solari. In questo caso, le spese complessive sarebbero di 20 mila miliardi di dollari.

Dall’università di Strathclyde in Gran Bretagna arriva anche la proposta di deviare un asteroide in transito vicino alla terra dalla sua orbita e collocarlo in L1.

Secondo i calcoli, la massa dell’asteroide attrarrebbe in quella zona polvere cosmica a sufficienza per schermare significativamente la luce del sole.

Fonte : ENI : COM