Firenze, Stop Zone rosse. La sentenza del Tar Toscana. Accolto ricorso Aduc

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Il Tar , in accoglimento del ricorso proposto da tre avvocati, sostenuti da Aduc, per conto di una persona denunciata per a fini di spaccio di un modesto quantitativo di cannabis, ha annullato l’ del di Firenze sulle zone rosse.

I ricorrenti, impugnando il provvedimento, avevano denunciato un grave danno (vulnus) allo stato di perché con un atto amministrativo, sprovvisto di un’adeguata base legislativa, si prevedeva un divieto di “stazionare” in alcune zone della città – di fatto in gran parte del cittadino – a carico di alcune categorie di soggetti individuate sulla base di un rigido automatismo: essere stati “denunciati” per una serie di reati (tra i quali mancavano alcune reati gravissimi quali l’omicidio, la rapina, ecc.), evidentemente considerati “sensibili”.

Il tutto in violazione dei princìpi di uguaglianza e ragionevolezza, arrivando a sacrificare l’esercizio delle libertà costituzionali sull’altare della “percezione” della ovvero di una più diffusa “percezione” di , piuttosto che tutelare effettive esigenze di . Essere denunciati non è un comportamento, è un fatto.

Un fatto che non dipende dal denunciato e che in uno Stato di diritto deve essere considerato neutro, fino a che non si giunga ad una condanna definitiva (giusto per avere un’idea: anche chi è stato assolto con formula piena è stato denunciato. Anche chi è stato accusato falsamente è stato denunciato).

Ricordiamo che l’ordinanza prefettizia di Firenze è stata lodata dal ministro dell’Interno, Matteo , come modello da esportare in altre città.

I amministrativi hanno accolto il ricorso. Ed hanno ritenuto l’ordinanza illegittima non solo perché – in mancanza di una norma di legge espressa – incide su diritti costituzionalmente garantiti, quali la libertà di circolazione delle persone stabilita dall’art. 16 della Costituzione, ma anche perché “stabilisce una irragionevole automaticità tra la denuncia per determinati reati e l’essere responsabile di comportamenti incompatibili con la vocazione e la destinazione di determinate aree. Detta automatica equiparazione appare irragionevole poiché non è dato evincere un nesso di consequenzialità automatica tra il presupposto e la conseguenza”.

Aduc – associazione no-profit per i consumatori – aveva sostenuto il ricorso anticipando le spese vive per il ricorrente ed ha invitato privati ed associazioni a fare altrettanto, in nome di una comune difesa dello Stato di diritto.

All’invito hanno aderito finora la sezione di Firenze di “+Europa” e l’associazione “Progetto Firenze”, oltre ad alcuni cittadini privati.

All’udienza si erano poi costituiti l’associazione “Altro Diritto Onlus” e la “Camera Penale“ di Firenze con interventi autonomi, ma i loro ricorsi sono stati dichiarati inammissibili.

La decisione è esecutiva e i divieti in vigore dovranno essere levati.

Nel frattempo, coloro che sono stati lesi nei propri diritti di libertà e circolazione potranno presentare ricorso per richiedere i danni alla e al Comune di Firenze

Allegati
– Sentenza del Tar della Toscana: https://www.aduc.it/generale/files/file/newsletter/2019/20190604-TarToscana-zonerosse.pdf
– Annuncio Aduc della sentenza: https://www.aduc.it/comunicato/zone+rosse+firenze+tar+toscana+accoglie+ricorso_29620.php
– Annuncio Aduc del 2 maggio per la presentazione del ricorso:
https://www.aduc.it/comunicato/zone+rosse+firenze+ordinanza+prefetto+viola+stato_29467.php e per la fissazione dell’udienza: https://www.aduc.it/comunicato/zone+rosse+firenze+ordinanza+prefetto+ricorso+aduc_29493.php
– Il testo del ricorso al Tar: https://www.aduc.it/generale/files/file/allegati/Ricorso%20Prefettura%20di%20Firenze%20TAR%20Toscana.pdf
– Sintesi del ricorso: https://www.aduc.it/generale/files/image/2019/maggio/Spiegone%20Zone%20Rosse.pdf