Firenze. Al via il restauro della Fontana del Nettuno (lavori 2016-2018)

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La in , verrà riportata al suo originario splendore grazie alla generosa donazione (1,5 milioni di euro nel triennio 2016-18). Realizzata dallo scultore Bartolomeo Ammannati su commissione di Cosimo I de’ , la – il cui soggetto allude al dominio marittimo di nel Rinascimento – fu la prima fontana pubblica della città ed è oggi uno dei suoi simboli più conosciuti.

Il cantiere venne affidato a Bartolomeo Ammannati dopo un confronto che, col consenso del , aveva portato ad una impegnativa competizione con altri artisti tra cui Benvenuto Cellini, Giambologna e Vincenzo Danti.

Per realizzare la gigantesca statua del Nettuno fu utilizzato un blocco di marmo di straordinaria grandezza cavato a Carrara e si tamponò temporaneamente un arco della loggia de’ Lanzi in modo da adibire lo spazio a laboratorio dei marmi.

I lavori si protrassero a lungo e sarà solo nel giugno del 1574 che si diede compimento all’assetto architettonico e decorativo della fontana così come progettato dall’Ammannati.

Non mancarono, tuttavia, critiche anche accese nei confronti dell’opera per cui, tra luogo comune e voce popolare, è stato trasformato il dio Nettuno nel “Biancone” ed è stato irriso in vario modo l’artista con la tipica arguzia fiorentina che sfocia nella battuta acre e immediata (“Ammannato, Ammannato, che bel marmo t’hai sprecato”).

Fonte

Curiosità storiche
Su una parete di c’è una targa del 1720 che vieta di “fare sporchezze di sorta alcuna, lavare in essa calamai, panni o altro né buttarvi legnami o altre sporcizie”