I finanziamenti delle banche per editori indipendenti e giornalisti autonomi: ci possiamo fidare?

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Quei giornalisti che lavorano in proprio quasi sempre si scontrano con la possibilità di ricavare un guadagno che possa mantenere il loro autonomo. Gli editori indipendenti per continuare ad esser tali non sempre trovano finanziatori capaci di comprendere le opportunità proposte e, quindi, quali altre forme esistono di e contributi a fondo perduto ? Noi di sono anni che stiamo svolgendo una inchiesta , poiché dalla Unione arrivano nelle varie regioni italiane valanghe di euro, anche destinate alla comunicazione sulla conoscenza di quanto svolgono istituzionalmente.

Ma dove vanno questi soldi ? Di consueto alle banche che poi furbescamente li propongono sotto forma di finanziamenti per lucrarci sopra. Invece sappiamo perfettamente che quei soldi sono già pagati grazie alle tasse di tutti noi cittadini , indi per cui dovrebbero essere fruibili gratuitamente.

Purtroppo questa pratica del contributo a fondo perduto è molto raro in , pertanto rimangono i cosiddetti finanziamenti erogati da alcune banche, che quasi sempre sono una arma a doppio taglio.

Esiste anche una recente forma di prestito che viene erogato come “mutuo chirografario”, ma attenzione perché la banca può chiedere cambiali, polizze fideiussorie o pegno su titoli diretti o di eventuali garanti. I tassi di interesse sono in realtà più elevati al mutuo ipotecario, molto più vicini ai tassi abituali dei prestiti personali con TAEG che possono raggiungere anche il 12%.

Concludendo se proprio avete necessità di un prestito economico e dovete rivolgervi ad una banca, ecco pochi consigli: andate in una che conoscete molto bene (anche se fidarsi è difficile), fatevi dare tutte le informazioni possibili, chiare e trasparenti; non firmate nulla sin quando non siete sicuri (difficile anche questo) sulla certezza che quel prestito non avrà conseguenze patrimoniali devastanti sul vostro lavoro!

In bocca al lupo.

Sabrina Laurenti