Facebook: diffamazione, ingiurie e offese; reati penali

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La diffamazione, le ingiurie e le offese se perpetrate in modo continuo, palese e a evidente scopo di recare danno all’immagine e non solo della persona fisica o giuridica diffamata, è un reato.Ci sono persone che esternano illazioni, ingiurie e calunnie, pretendendo che esse devono essere considerate in modo goliardico.

Gli accostamenti inopportuni alla professione altrui, in particolare citando il ruolo svolto è una “offesa lesiva della dignità”.

Le ingiurie non sono espressione di libertà di pensiero, ma rappresentano una condotta illecita tale da cagionare un danno risarcibile ai sensi di Legge.

Per esempio, se una persona fa riferimento ad un errore di lessico italiano o refuso di stampa, esso non essere offensivo, altrimenti si entra nell’ che ha l’intento di diffamare la reputazione, quindi un reato da codice penale.

La Suprema Corte ritiene che, nel caso di specie, si configuri senz’altro il reato di diffamazione anche nella sua ipotesi aggravata.

In effetti la stessa Corte ha più volte evidenziato che il reato di diffamazione può essere commesso a mezzo di internet (cfr. Sez. 5, 17 novembre 2000, n. 4741; 4 aprile 2008 n. 16262; 16 luglio 2010 n. 35511 e, da ultimo, 28 ottobre 2011 n. 44126), sussistendo, in tal caso, l’ipotesi aggravata di cui al terzo comma della norma incriminatrice ( Cass., Sez. 5, n. 44980 del 16/10/2012), dovendosi presumere la ricorrenza del requisito della comunicazione con più persone, essendo il messaggio diffamatorio, per sua natura, destinato ad essere normalmente letto in tempi assai ravvicinati da un numero indeterminato di soggetti (Sez. 5, n. 16262 del 04/04/2008).

Sebbene abbia la sua sede legale in California, dispone di uffici in Europa.
La sede legale cui Facebook fa riferimento è in Irlanda a questo indirizzo: Facebook Ireland Limited, Hanover Reach, 5-7 Hanover Quay, Dublin 2, Ireland.

Vi sono anche referenti legali per l’Italia. Questi hanno il preciso scopo di mantenere i contatti con i magistrati e le forze dell’ordine del nostro Paese. Grazie a tale cooperazione sono stati già individuati molti autori di diffamazioni a mezzo Facebook.