Facebook collabora con i governi per mappare il Covid-19 nel Mondo; la privacy utenti?

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Un articolo del Washinton Post ha smentito che il co-fondatore e CEO di non ritiene che la società potrebbe svolgere un ruolo significativo nella lotta contro il nuovo coronavirus.

Facebook, in questa planetaria, ha però già dato ai governi e alle organizzazioni alcuni dati per monitorare le epidemie locali e affrontare la carenza di dispositivi di per i frontliner.

Facebook non ha fornito l’intero degli utenti, ma è questione di soldi e tutto si evolverà nel concedere quanto necessita.

La chiara comprensione di come si diffonde nelle comunità di tutto il mondo, è importante, ma lo è altrettanto la di miliardi di utenti iscritti alla piattaforma social.

Uno degli sforzi in corso di Facebook è il programma “Data for Good”. Fornisce mappe di prevenzione delle malattie che mostrano le aree in cui le persone hanno viaggiato e interagito in mezzo alla di coronavirus.

Zuckerberg ha affermato che il programma ha aiutato i ricercatori in Asia, Europa e Nord America nel processo decisionale per affrontare le epidemie locali negli ultimi mesi.

A Taiwan, un gruppo di ricerca ha utilizzato le mappe per determinare le città con il più alto rischio di infezione.

In Italia il programma aiuta a guidare le misure di blocco, basate sulla .

Facebook collabora con i ricercatori della Carnegie Mellon University. Lo sforzo chiede alle persone i loro sintomi associati a COVID-19 e fornisce i dati per avvertire gli ospedali di un possibile aumento o diminuzione delle infezioni nei prossimi giorni.

L’ ha anche supportato la società di social media nei suoi sforzi per combattere il coronavirus.

Facebook quindi, in modo ‘silente’ ha già violato la privacy di milardi di utenti, ignare di quanto è accaduto alle loro spalle senza alcuna autorizzazione di consenso.

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