Facebook, aperta indagine tedesca sui vertici statunitensi

Tempo di lettura: 1 minuto

facebook_page

L’apertura dell’inchiesta è stata rivelata dal settimanale tedesco Der Spiegel e ne ha preso nota come un’iniziativa ingiustificata anche perché il social già combatte l’odio su . L’accusa è di mancata rimozione di come di morte e negazioni del genocidio ebraico.

Tutto è partito dalla denuncia di un avvocato di Wuerzburg, Chan-jo Jun, che accusa Facebook di aver omesso di rimuovere “istigazioni all’omicidio, minacce di violenza, negazioni dell’ e altri ” nonostante fossero stati debitamente segnalati.

Il legale ha elencato una serie di casi in cui il non avrebbe cancellato i post ignorando ripetute richieste: “per lo più Facebook non reagisce o dichiara senza rischi” i post “con una formulazione standard”, sostiene lo Spiegel.

La società della Silicon Valley replica: “accuse prive di valore”.

“Non commentiamo lo stato di una possibile inchiesta, ma possiamo dire che le accuse sono prive di valore e che non vi è stata alcuna violazione della legge tedesca da parte di Facebook o dei suoi dipendenti”, ha dichiarato un portavoce di Facebook.

“Non c’è posto per l’odio su Facebook – ha aggiunto – Lavoriamo a stretto contatto con i nostri partner per combattere l’hate speech e promuovere il counter speech”.