Empoli, ex Scuola di Ponzano centro emergenza abitativa famiglie in sfratto

Il Comune di Empoli concede in comodato gratuito ai servizi sociali dell’Unione dei Comuni l’edificio non più utilizzato che sarà oggetto di una ristrutturazione. Sono destinati a crescere gli dedicati alla nel Comune di Empoli. La giunta comunale ha approvato, con delibera del 30 dicembre, un protocollo d’intesa che sottoscriverà con Unione dei Comuni per la realizzazione del centro e vedrà il Comune di Empoli mettere a disposizione l’immobile della ex scuola di Ponzano da adibire a Centro di accoglienza di .

Si tratta di un edificio che ha una superficie catastale di 279 mq con una resede esterna di circa 700 mq.

Diventerà una delle strutture in dotazione alla funzione associata dei servizi sociali dell’Unione che già vede attivo il servizio e che con questa dotazione va ad ampliare il numero di posti.

Nel Comune di Empoli sono attualmente 40 i posti letto disponibili per questo tipo di modalità e sono costantemente occupati.

L’edificio, per essere idoneo a questo suo nuovo utilizzo, dovrà essere ristrutturato ed adeguato alla nuova funzionalità ed i lavori saranno finanziati dall’Unione e saranno progettati ed eseguiti per l’Unione dei Comuni il patrimonio di edilizia popolare pubblica con apposito contratto di servizio.

L’intervento avrà una spesa di circa 40.000 euro risorse che la giunta dell’Unione aveva messo a disposizione lo scorso anno applicando un avanzo proprio per l’emergenza abitativa .

Il Comune di Empoli concede la ex scuola di Ponzano all’Unione dei Comuni in comodato gratuito.

Vista la conformazione degli spazi e i successivi interventi l’edificio sarà in grado di ospitare 4 o 5 famiglie assegnatarie: 4 o 5 camere in esclusiva con, in coabitazione, servizi igienici e cucina, e spazi comuni come il giardino.

E’ stata istituita a livello di Unione dei Comuni una apposita commissione per l’emergenza abitativa che valuta tutte le domande presentate dai cittadini con l’obiettivo di dare risposte uniformi su tutto il territorio. Le possibili prestazioni consistono in contributi economici per la morosità o per attivare un nuovo contratto di affitto, oppure, nei casi più gravi, nella messa a disposizione di alloggi di emergenza in cohousing per un periodo massimo di 6 mesi, rinnovabili in ulteriori 6 in casi gravi, qualora non siano perseguibili altre strade.

E’ bene ribadire che mai l’emergenza abitativa porta alla concessione di una casa popolare, alla quale si accede, come noto, solo e soltanto previa partecipazione ad un bando pubblico disciplinato da apposita normativa regionale nel rispetto dei principi di pubblicità e trasparenza. Di fronte a richieste dirette di una casa popolare nessun amministratore pubblico ha il potere di assegnare un alloggio.

Uff stampa comune