Emmegi Press, Misure di sicurezza per i reporter freelance nel Mondo

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L’ , in merito alla vicenda del che ha colpito il , ha adottato le misure di sanitaria impartite dai vari paesi per limitare il contagio fra coloro che svolgono attività di reportage nei vari territori stranieri.

Ogni reporter freelance deve coscientemente valutare se è il caso di svolgere l’attività giornalistica nel luogo di sua residenza, al fine di preservare il suo stato di salute.

Tale misura è per garantire la salute di tutti i nostri reporter freelance che collaborano con noi dal mondo, sostenendo l’attività d’ da molti anni.

La nostra agenzia di stampa è composta da freelance reporter, la cui esperienza nei settori di competenza è di minimo 5 anni.

Ogni reporter freelance è libero di scegliere se continuare a svolgere il proprio lavoro di informazione al servizio della società, verificando la situazione in cui si trovano. Altrimenti è preferibile restare a casa.

La è un’agenzia di stampa indipendente, non sostenuta da sovvenzioni governative di alcun paese, Italia compresa.

La Emmegi Press, sin dalla sua nascita nel 1996, ha creato una rete di freelance reporter nel mondo, raggiungendo ogni giorno, con i propri mezzi a disposizione, milioni di persone. I reporter in più di una occasione d’emergenza si sono autotassati, finanziando l’agenzia di stampa che è sempre al loro fianco in ogni e qualsiasi situazione, ovunque si trovano. A questo proposito gli avvocati internazionalisti in tutto il mondo, continueranno il loro lavoro, ma dalle loro residenze e, quindi, on line.

La Emmegi Press cercherà nel continuare a fornire nuove notizie, analisi e aggiornamenti sui principali fatti di politica ed economia internazionale e su altri argomenti, compatibilmente a quanto sarà possibile logisticamente nei territori ove operano i reporter, con la collaborazione di quei cittadini di loro fiducia che, da anni, hanno occhi e orecchie per una informazione reale e documentata dove sono residenti.

Grazie del supporto da parte di tutti. Insieme, uniti, ce la faremo!

L’Editore