[Eggregor e Covid-19] La sincronicità fra due o più persone. Forse meritiamo l’estinzione?

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In uno studio, pubblicato nel Proceedings of National Academy of Sciences, sono state osservate diverse persone che ascoltavano il racconto di una storia. Lo studio ha voluto correlare le attivazioni simultanee che, non sempre, cerebralmente sono reali ed alcune volte anche distorte dalla realtà dei fatti.

Altre volte, invece, le persone sono effettivamente connesse nella storia in cui ascoltano ed altre sembrano anticipare la continuazione.

Questo processo avviene grazie ai neuroni specchio, cellule cerebrali che si attivano quando facciamo qualcosa (es: afferrare per mangiare, dare un calcio a un pallone, prendere oggetti per ordinare), ma anche quando osserviamo qualcun altro fare la stessa azione, come una sorta di eco memetica che produce una interconnessione euforica tra noi e tutti quelli con cui si interagisce.

I neuroni specchio riflettono l’interno di una persona, e quello che succede intorno, come se lo spettatore fosse il protagonista.

Quanto sopra si innesta nell’empatia, quella vera e non presunta tale per un proprio bieco interesse per assoggettare le persone al volere e non al piacere di fare qualcosa di bello e utile.

I manipolatori sono estremamente abili nell’entrare in empatia allo scopo di portare poi dispiaceri di ogni tipo alla vittima designata. Ma tali situazioni sono il limite di coloro che non sanno vivere la vita in modo piacevole.

Alcuni di noi sono troppo concentrati su se stessi, e non vedono l’altro come detentore di proprie , pensieri e modi di essere.

Lo vedono come un prolungamento di sé, credono dovrebbe pensare ed essere uguale, e non hanno interesse nell’approfondire e comprendere questo mondo.

Invece l’altro non è noi, e non è come noi, non ha le nostre stesse necessità, e non ha il nostro stesso modo di vedere e reagire.

Se manca tale comprensione viene a mancare ciò che tecnicamente possiamo definire la “lettura dell’altro”. Cioè la capacità di percepirlo come qualcosa di diverso, con un proprio mondo emotivo, cognitivo, relazionale, un proprio modo di porsi e necessità. Questa non è empatia.

Nell’, prolungatasi con quarantene e restrizioni varie, si sono evolute delle situazioni di eggregore ben precise, capaci di assorbire le energie come dei .

Il termine odierno egregoro apparve nel 1857 in lingua francese negli scritti di Victor Hugo, che lo utilizzò nella sua Leggenda dei secoli (1859) sia come aggettivo che come sostantivo.

In ambito ermetico- si deve invece a Eliphas Lévi l’uso di eggregore nel senso di forma-pensiero collettiva.

René Guénon contestò il fatto che l’ambito psichico comunitario a cui si riferiva tale significato non comportava alcunché di , e ancor meno di iniziatico, ma consisteva in una semplice emanazione della psiche individuale in un’entità di gruppo.

Secondo René Guénon, l’Eggregora può effettivamente essere creata intenzionalmente, con lo scopo di dirigere determinate energie psichiche, scaturite durante particolari ed arcane operazioni rituali.

La qualità dei sentimenti da cui hanno origine i pensieri ne determina il colore: ad esempio l’odio dà luogo al nero, la rabbia al rosso, l’avarizia e l’ al marrone, l’affetto al rosa, la religiosità al blu.

La natura dei pensieri ne stabilisce la forma: ad esempio una forma-pensiero di amore e protezione rivolta ad una persona cara tenderà ad assumere l’aspetto di uno scudo che si posa su di essa, respingendo eventuali attacchi malefici contro di lei e rinforzandone le attitudini benefiche.

La precisione dei pensieri si riverbera sulla loro nitidezza: una forma-pensiero ben definita avrà molta più potenza di una vaga e fumosa.

Quanto alla forma poi, Besant e Leadbeater distinguono tre tipi di forme-pensiero:

quelle fatte a immagine del soggetto stesso che le produce, quando costui immagina di trovarsi in qualche luogo;

quelle che assumono la forma di oggetti o persone a cui si rivolga la propria attenzione;
quelle non riconducibili a realtà concrete, che esprimono la natura dei sentimenti da cui sono originate, e sono indirizzate, come già indicato, ad altre persone.

Questi pensieri tuttavia, sia positivi che negativi, non possono influire sull’aura di un altro se non trovano in costui un’ mentale già predisposta, ovvero consona alla loro frequenza vibratoria.

Pensieri malvagi rivolti ad una persona spiritualmente elevata e amorevole non potrebbero cioè trovare in essa alcun varco né occasione per installarsi nel suo campo aurico, e pertanto verrebbero respinti indietro verso colui che li ha generati.

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