Cura Italia, Governo dimentica esistenza 2,3 milioni di professionisti

Tempo di lettura: 1 minuto

Il Decreto “Cura Italia” si è dimenticato dei ordinistici, non riconoscendo il ruolo svolto da ben 2,3 milioni di italiani. Così facendo il Paese rischia di pagare un prezzo altissimo, soprattutto quando arriverà il momento di rimetterlo in piedi.

E’ il pensiero delle professioni riunite oggi da CUP e RPT in un incontro in cui è stato stabilito di fare fronte unico per la tutela dei liberi professionisti in questa fase drammatica causata dall’emergenza Covid-19.

A questo proposito, tutti i partecipanti si sono stretti attorno ai colleghi rappresentanti delle professioni sanitarie, ringraziandole per il eroico che stanno svolgendo in questi giorni.

Fonte
OdgTo

A far eco a quanto sopra non è stata accolta la richiesta – formulata dall’Adepp, l’associazione che rappresenta le casse privatizzate – di adozione, nell’ambito della propria autonomia, di provvedimenti contenenti agevolazioni economiche che potessero produrre effetti immediati senza dover necessariamente attendere i tempi di approvazione ministeriale».

Di conseguenza, al momento, i giornalisti che svolgono l’attività in forma autonoma possono beneficiare unicamente della facoltà di sospendere i versamenti contributivi (e tributari) in scadenza nel periodo dall’8 marzo al 31 marzo 2020 (relativi – per quanto concerne la contribuzione dovuta alla Gestione separata dell’Inpgi – ad eventuali rateizzi in corso).

«Tuttavia, nonostante le difficoltà procedurali previste dalle norme vigenti», l’Inpgi assicura che «convocherà a breve il neo istituito Comitato amministratore per studiare provvedimenti utili a riconoscere ai giornalisti autonomi iscritti alla Gestione separata un supporto economico per il superamento della situazione di difficoltà causata dalla emergenza sanitaria in atto».

L’Adepp chiede, dunque, che «l’indennità di 500 euro sia estesa a tutti i liberi professionisti indipendentemente dall’ente previdenziale a cui sono iscritti». Quindi anche ai giornalisti iscritti all’Inpgi.