Crudismo vegano: Rischi per la salute

CIA

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Sullo specifico delle diete vegane, che sono fra le varianti più strette delle diete vegetariane, la American Dietetic Association (ADA) nota che i vegani possono andare incontro a carenze di micronutrienti essenziali, quali vitamina B12, vitamina D, calcio, zinco ed occasionalmente riboflavina, tali da rendere consigliabili delle integrazioni. Ad esempio, la vitamina B12 o cobalamina, la cui natura di vitamina probiotica – ovvero prodotta da batteri – e le molteplici casistiche di assorbimento portano a consigliare una integrazione periodica, da cibi fortificati o integratori vegetali.

I vegani crudisti devono accertarsi di stare assumendo una quantità adeguata di vitamina B12, perché non è presente in modo affidabile nei vegetali.

La mancanza di vitamina B12 può avere conseguenze serie, come anemia e malattie neurodegenerative.

La Vegan Society e Vegan Outreach, assieme ad altri raccomandano che i vegani mangino consistentemente cibi fortificati con B12 o assumano un supplemento di B12.

Tempeh, alghe, spirulina, cibo organico, suolo e batteri intestinali non sono stati dimostrati fonti affidabili di B12 per i bisogni alimentari dei vegani.

La mancanza di vitamina D è possibile a causa della mancanza di prodotti caseari, che sono normalmente fortificati con vitamina D, ma può essere evitata con l’uso di supplementi e passando tempo all’aperto. Sono stati riportati diversi casi di decesso o gravi danni alla salute, causati da malnutrizione cronica o dalla carenza di micronutrienti, in neonati e bambini piccoli rispetto cui i genitori avevano impostato una dieta vegana stretta (comprese casistiche legate a carenze di micronutrienti nel latte materno nel caso di allattamento da parte di madre vegana).

La dieta crudista può comportare dei pericoli.

La cottura è infatti in grado di evitare patologie come la toxoplasmosi e gastroenteriti; essa elimina o rende inattivi diversi microorganismi, alcaloidi tossici e tossine. Fra i microorganismi patogeni resi innocui dalla cottura del cibo si ricordano Entamoeba histolytica, Giardia lamblia, Clostridium botulinum, Bacillus cereus, Salmonella typhi e paratyphi, Staphylococcus aureus. Delle tossine possono per esempio essere contenute dai cereali non cotti, mentre degli alcaloidi tossici si trovano, sempre ad esempio, nelle melanzane. L’ingestione di cibi crudi può inoltre rendere più difficile l’assimilazione dei nutrienti, come nel caso del betacarotene, che viene assimilato più facilmente dopo la cottura.

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