Covid-19, Quanto tempo sta in aria? La girandola dei minuti, ore, giorni. Cerchiamo di fare chiarezza

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Quanto tempo sta nell’aria il virus? Anche su questa situazione ci sono una miriade di siti web, da quelli si occupano di salute, , , dieta, ai soliti media di cronaca ed altro ancora.

Noi di Emmegipress, per quanto possibile, considerando la materia abbastanza ostica e incerta sull’evolversi del virus, abbiamo cercato fonti dalle quali capire quanto tempo effettivamente rimane nell’aria.

Dunque partiamo da un distinguo scientifico fra Aerosol e Droplet.

L’aerosol è formato da particelle ben più piccole e restano in aria più a lungo.

Il droplet è prodotto da tosse e starnuti che precipita più rapidamente.

Il virus non si trasmette per via aerea (aereosol), ma direttamente da persona a persona attraverso le ormai famose goccioline (droplets).

Queste goccioline, dicono gli esperti, sono abbastanza grosse e pesanti (diametro maggiore di 5 micron) per cui, anche se un colpo di tosse o uno starnuto possono proiettarle fino a una distanza di 2 metri, finita questa spinta, non possono rimanere sospese per aria: per gravità cadono e si depositano per terra o su altre superfici.

Fuori dal suo habitat, l’organismo umano, il virus ha poche chance di sopravvivere e riuscire a infettare un organismo per riprodursi.

L’unico virus airborne, vale a dire, che può contagiare via aerosol, tra quelli che destano preoccupazione sanitaria, il più contagioso finora conosciuto, è in ogni caso il morbillo.

Attualmente viene praticato, fra le altre disposizioni, il distanziamento sociale per il ; è diventato la nuova normalità in mezzo alla nuova pandemia.

Oltre a ciò è obbligo, parliamo dell’Italia, indossare la mascherina, questo metodo è stato inizialmente obbligatorio nelle zone rosse.

La domanda che viene spontanea è se c’è ancora un rischio potenziale nel condividere lo spazio e attraversare percorsi, anche a distanza.

Dopotutto, se le persone senza sintomi possono trasmetterlo, ciò potrebbe significare che ogni volta esci di casa potresti essere esposto al virus che si diffonde nell’aria?

Quando sei all’aperto e pratichi l’allontanamento sociale, quelle particelle si disperdono nell’ambiente esterno (come se fossero spazzate via dal vento, per esempio). “Non c’è alcun pericolo reale da ciò”, ha dichiarato Harvey Fineberg, MD, PhD, presidente di un comitato con la National Academy of Sciences.

Qualcuno potrebbe obiettare che tra goccioline e aerosol la distinzione non è sempre così netta.

“Anche gli aerosol sono goccioline ma più piccole”, spiega a Wired.com Lydia Bourouiba, del Massachusetts Institute of Technology. “E in effetti, quando espiri o tossisci, rilasci goccioline di tutte le dimensioni, da quelle più grandi e più piccole”.

Gli fa eco alle affermazioni sopra, Michael LeVasseur, epidemiologo dell’Università di Drexel: “Via droplets, la trasmissione dei virus avviene per contatti stretti, mentre via aerosol può avvenire anche tra persone che condividono lo stesso ascensore”. “E’ evidente che il si diffonde prevalentemente attraverso le goccioline e non come un aerosol“.“Se il nuovo fosse in grado di diffondersi via aerosol, vedremmo livelli di contagio molto maggiori”, ha dichiarato a StatNews l’esperto.

In generale, un patogeno è considerato disperso nell’aria quando può diffondersi attraverso particelle più piccole che possono rimanere nell’aria per lunghi periodi di tempo , afferma Natasha Bhuyan , MD, specialista in malattie infettive e medico di famiglia a Phoenix, in Arizona.

Il tempo esatto in cui le particelle virali in genere rimangono sospese nell’aria prima che si disperdano dipende da una varietà di fattori, tra cui la temperatura e l’umidità dell’area e così via, aggiunge Rishi Desai , MD, un ex ufficiale del servizio di intelligence dell’ in la divisione delle malattie virali presso il CDC.

Vi sono a giro pareri contrastanti; per esempio una ricerca pubblicata sul sito MedRxiv e condotta negli Stati Uniti dalla Tulane University, in collaborazione con l’Università di Pittsburgh e con l’istituto per lo studio delle malattie infettive Niaid, dei National Institute of Health, dice che le particelle del SarsCoV-2 restano in sospensione nell’aria fino a 16 ore, un periodo molto più lungo rispetto a quello osservato nelle particelle dei coronavirus responsabili della Sars e della Mers.

In conclusione ?

Le evidenze scientifiche ad oggi ci dicono che la trasmissione via ‘aerosol’ non svolge un ruolo importante nella diffusione dell’epidemia nella vita di tutti i giorni. Quindi tutti gli studi possibili è immaginabili rimangono fini a se stessi, alcuni allarmistici probabilmente pilotati, altri veritieri.

Cosa bisogna effettivamente fare ?

La raccomandazione rimane sempre quella di adottare le misure consigliate dalle istituzioni e di esercitare il buon senso, rimanere a una distanza di di oltre 1,80 metri gli uni dagli altri, non toccarsi la faccia, lavarsi spesso le mani e disinfettare regolarmente oggetti e superfici.

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Fonti: the-scientist.com, nafahq.org, womenshealthmag.com, galileonet.it