Covid-19, Ospedali: Le conseguenze dannose ai pazienti

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Il Delirium ospedaliero probabile è poco conosciuto. In giro se ne parla poco o nulla. Viene quasi tenuto nascosto ai familiari che hanno un congiunto in ospedale. La persona ricoverata viene spesso trattata con potenti ansiolitici, al fine di sedarne il .

La premessa perché il delirium è una sindrome clinica caratterizzata da transitoria ed in genere reversibile mentale, la quale si è particolarmente insidiata nei pazienti ricoverati etichettata da .

Il delirium purtroppo è una sindrome piuttosto comune: per esempio, è stato stimato che una percentuale compresa fra il 10% e il 20% degli adulti ospedalizzati si trovino almeno sporadicamente in questa condizione. La percentuale sale al 30%-40% del caso dei pazienti ospedalizzati anziani.

I ricoverati nei reparti medici e nella sono stati colpiti in modo drammatico e abbastanza devastante, non solo dalla scarsa della terapia da applicare, ma anche da tutto un contesto altrettanto pericoloso di cui già gli effetti si stanno vedendo, con familiari adirati con i medici delle strutture ospedaliere.

I cosiddetti ‘reduci dal Covid19’ sono entrati in un percorso di recupero motorio e respiratorio, in conseguenza del lungo tempo trascorso nel letto, dell’intubazione”, ecc.

L’intervento riabilitativo, iniziato già durante il ricovero, da parte del personale ospedaliero, a seguito della clinica e della richiesta dei medici dei reparti dedicati ai pazienti Covid19, dell’intervento fisioterapico, si è incentrato sulla rieducazione motoria, respiratoria o entrambe.

L’attivazione della logopedista, nella valutazione e nel trattamento della disfagia (difficoltà deglutitoria) e della disfonia (disturbo della voce), sono entrambi possibili esiti della ventilazione invasiva e dell’insufficienza respiratoria.

Quanto sopra si poteva evitare? Purtroppo l’accertamento del e la conseguenza di trovare cure adatte, ha danneggiato i pazienti, vittime di una sanità impreparata ad una situazione d’.

Il problema comunque è sempre nella scarsa conoscenza del virus, del suo contagio, gli esiti, l’ e coordinazione con equipe professionale ed altro ancora.