[Covid-19] La follia dei parametri del distanziamento sociale e interpersonale

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Eravamo rimasti al ‘distanziamento sociale’, ma nell’ultimo decreto di oltre 300 pagine ecco spuntare il ‘distanziamento interpersonale’. Abbiamo cercato sui dizionari e vocabolari questa dicitura e non c’è, salvo il contrario ovviamente!

Quindi ci siamo posti la domanda ma cos’é il distanziamento interpersonale e cosa differisce da quello sociale?

Partiamo dal fatto che barriere, pareti divisorie, schermi, percorsi protetti, gel, , , saranno parte della nostra realtà quotidiana.

Ma come verrà identificato quanto sopra?

In nome di un virus, ‘invisibile’ ad occhio nudo, ma che può, secondo i virologi, avere comportamenti quali: “iniettarsi”, “incubare”, “essere in latenza”, “invadere”, avere uno “stadio attivo”, “impadronirsi”, “riattivarsi”, “mascherarsi”, “infettare”, “assediare” ed essere “devastanti” e “mortali”, bisogna adottare due metodi ben precisi.

Distanziamento sociale ?

Distanziamento interpersonale ?

Dunque il ‘distanziamento sociale’ si intende un insieme di azioni di natura non farmacologica per il controllo delle infezioni volte a rallentare o fermare la diffusione di una malattia contagiosa. L’obiettivo del distanziamento sociale è di diminuire la probabilità di contatto di persone portatrici di un’infezione con individui non infetti, così da ridurre al minimo la trasmissione della malattia, la morbilità e, conseguentemente, la mortalità.

Il distanziamento sociale è avvenuto nella FASE1 (Parliamo dell’Italia).

In quella fase abbiamo avuto la solitudine, la riduzione della e la perdita di altri benefici a livello psicologico associati all’interazione umana.

Ora siamo entrati nella FASE? Due ? Tre?

Comunque siamo entrati in una fase che non riguarda la 1 che, peraltro, uno dei primi riferimenti alla pratica del distanziamento sociale risale al VII secolo a.C. nel libro del Levitico, 13:46: “E il lebbroso in cui è la peste… abiterà da solo; [fuori] il campo deve essere la sua abitazione”.

OK? Bene…ma cos’è il distanziamento interpersonale?

Questa azione ‘personale’ (obbligatoria, ovviamente) riprende il ‘distanziamento sociale’, od è differente?

Dunque adesso c’è una limitata , ed ecco che il cosiddetto distanziamento asociale diventa ‘interpersonale’.

Ma quanto deve essere questo distanziamento interpersonale? Gli organi di governo e l’Istituto Superiore della Sanità ha indicato minimo di 1 metro. Uhmmm…ma è sempre la regola della Fase1….cosa cambia?

Alcune Regioni hanno aumentato questa distanza, come misura ancora più precauzionale, a 1,8 metri o addirittura a 2 metri.

Questa ‘precauzione’ è anche dimostrata in voluminosi studi scientifici perché, come scrivono testate giornalistiche, di cui non faremo i nomi per evitare nel regalare gratuita, i infatti, non sono nell’aria, ma si trasmettono mediante lo scambio e l’inalazione di fluidi personali, probabile vettore del e di molte altre patologie.

Questi studi, scrivono codeste blasonate testate, hanno dimostrato che si è sicuri e fuori dalla portata del “dropjet” già ad una distanza di 1 metro. Comeeeee ???? Il Drop Cosa??? Jet???? Cos’é adesso il virus, un aereo ???

Comunque non ci sarà ambiente sociale che è esente da specifiche regole e materiali da utilizzare.

Gli organismi sanitari infatti dichiarano che per sanificare un luogo chiuso al pubblico, occorrono soluzioni alcoliche tra il 60 e l’80% in volume di alcool (che è molto più efficace dell’alcool al 90% come lo spirito rosa, o al 96% che è quello che chiamiamo alcool puro), oppure varichina diluita (ipoclorito di sodio 0,1-0,5%, la varichina normale, di solito ha una concentrazione di ipoclorito che varia tra l’1 ed il 3%, quindi si può diluire 10 volte mantenendola sufficientemente efficace).

Per l’aria condizionata ? Bisogna capire se trattasi di standard (per cui basta fare la disinfezione dei filtri con alcool o ipoclorito di sodio) o, invece, si parla di impianti con canalizzazione perché ci vuole l’utilizzo dell’ozono, acquistando un ozonizzatore.

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