Covid-19 e Salute Mentale: OMS si dedica a crescita segnalazioni ansia/paura

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Nel sito web del Ministero della Salute si legge: La è parte integrante della salute e del benessere, lo si deduce dalla definizione di salute della Costituzione dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS): “La salute è uno stato di completo benessere fisico, mentale e sociale, e non semplice assenza di malattia o di infermità”.

La salute mentale, come altri aspetti della salute, può essere influenzata da diversi di fattori socio-economici, sui quali è necessario agire attraverso strategie globali di promozione, , trattamento e recovery in un approccio di government globale.

Il 7 Maggio 2020, l’agenzia ANSA pubblica una notizia dedicata all’emergenza Covid ove l’OMS si dedica alla crescita di segnalazioni di ansia e paura, disturbi del sonno e anche gravi. Questo lo dice il direttore generale dell’Oms Tedros Adhanom Ghebreyesus, in un editoriale che sarà pubblicato su World Psichiatry.

La nostra agenzia di stampa si è dedicata all’argomento il 26 Aprile 2020 con apposito articolo dal titolo :”Le conseguenze sulla salute mentale di COVID-19 e il distanziamento fisico“.

Quello che, invece, non è molto chiaro, come peraltro sottolineato da una rassegna stampa di Byoblu, è la frase:”Qualsiasi successo nell’affrontare ansia e angoscia delle persone renderà più facile per loro avere volontà e capacità di seguire le linee guida delle autorità sanitarie” per contenere il contagio.

Rassegna Stampa ByoBlu – Video

Come ben sappiamo la salute mentale ed i includono non solo caratteristiche individuali come la capacità di gestire i propri pensieri, le , i comportamenti e le relazioni con gli altri, ma anche fattori sociali, culturali, economici, politici e ambientali, tra cui le politiche adottate a livello nazionale, la protezione sociale, lo standard di vita, le condizioni lavorative e il supporto sociale offerto dalla comunità.

Si legge, sempre nel sito web del Ministero Sanità Italia, “L’esposizione alle avversità sin dalla tenera età rappresenta un fattore di rischio per disturbi mentali ormai riconosciuto e che si può prevenire. Le persone con disturbi mentali sperimentano tassi di e di mortalità più elevati rispetto alla media“.

Allora, salvo errata interpretazione, siccome il ha accelerato i disturbi mentali, neurologici, con l’uso probabile di sostanze psicoattive, tutto ciò potrà essere usato per avere una parte di quella popolazione ‘malata’ a compiere azioni ben precise sulle linee guida delle autorità Sanitarie, in modo più agevole? A chi legge il proprio commento personale.

Nel contempo, un recente studio (indicato dal Ministero Sanità Italia) ha stimato che, l’impatto cumulativo dei disturbi mentali a livello mondiale, in termini di perdita della produzione economica, ammonterà a 16.300 miliardi di dollari tra il 2011 e il 2030.

Infine, la Convenzione sui diritti delle persone con disabilità, adottata il 13 dicembre 2006 durante la 61a sessione dell’, salvaguarda e promuove i diritti di tutte le persone con disabilità, incluse le persone affette da deficit mentali ed intellettuali, e inoltre promuove la loro piena inclusione nella internazionale, inclusi programmi di sviluppo internazionale.

Fonti: OMS / ANSA / Piano d’azione per la salute mentale WHO 2013-2020.