Covid-19, Cos’è la polmonite interstiziale bilaterale acuta

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La malattia polmonare interstiziale (in-tur-STISH-ul) descrive un ampio gruppo di disturbi, molti dei quali causano cicatrici progressive del tessuto polmonare. Le cicatrici associate alla malattia polmonare interstiziale alla fine influiscono sulla capacità di respirare e ottenere abbastanza ossigeno nel flusso sanguigno.

La malattia polmonare interstiziale può essere causata dall’esposizione a lungo termine a materiali pericolosi, come l’amianto. Alcuni tipi di autoimmuni, come l’artrite reumatoide, possono anche causare polmonari interstiziali. In alcuni casi, tuttavia, le cause rimangono sconosciute.

Una volta che si verificano cicatrici polmonari, è generalmente irreversibile.

I farmaci possono rallentare il danno della malattia polmonare interstiziale, ma molte persone non riguadagnano mai il pieno utilizzo dei polmoni.

Il trapianto di polmone è un’opzione per alcune persone che hanno una malattia polmonare interstiziale.

I principali segni e sintomi della malattia polmonare interstiziale sono:

Mancanza di respiro a riposo o aggravata dallo sforzo
Tosse secca

Quando compaiono i sintomi, spesso si è già verificato un danno polmonare irreversibile.

Tuttavia, è importante consultare il medico al primo segno di problemi respiratori.

Molte condizioni diverse dalla malattia polmonare interstiziale possono influenzare i polmoni e ottenere una diagnosi precoce e accurata è importante per un trattamento adeguato.

La malattia polmonare interstiziale sembra verificarsi quando una lesione ai polmoni innesca una risposta di guarigione anormale.

Di solito, il tuo corpo genera la giusta quantità di tessuto per riparare il danno. Ma nella malattia polmonare interstiziale, il processo di riparazione si guasta e il tessuto attorno alle sacche d’aria (alveoli) diventa sfregiato e ispessito. Ciò rende più difficile il passaggio dell’ossigeno nel flusso sanguigno.

La malattia polmonare interstiziale può essere innescata da molte cose diverse, tra cui le tossine trasportate dall’aria sul posto di lavoro, i farmaci e alcuni tipi di trattamenti medici.

Nella maggior parte dei casi, le cause sono sconosciute.

L’esposizione a lungo termine a numerose tossine e sostanze inquinanti può danneggiare i polmoni. Questi possono includere:

Polvere di silice
Fibre di amianto
Polvere di grano
Escrementi di uccelli e animali
Trattamenti di radiazione
Vasche idromassaggio interne

Alcune persone che ricevono radioterapia per carcinoma polmonare o mammario mostrano segni di danno polmonare dopo mesi o talvolta anni dopo, il trattamento iniziale.

Molti farmaci possono danneggiare i polmoni, in particolare:

Farmaci chemioterapici. I farmaci progettati per uccidere le cellule tumorali, come il metotrexato (Otrexup, Trexall, altri) e la ciclofosfamide, possono anche danneggiare il tessuto polmonare.

Farmaci per il cuore. Alcuni farmaci usati per trattare i battiti cardiaci irregolari, come l’amiodarone (Nexterone, Pacerone) o propranololo (Inderal, Innopran), possono danneggiare il tessuto polmonare.

Alcuni Nitrofurantoin (Macrobid, Macrodantin, altri) ed etambutolo (Myambutol) possono causare danni ai polmoni.

Farmaci antinfiammatori Alcuni farmaci antinfiammatori, come il rituximab (Rituxan) o la sulfasalazina (azulfidina), possono causare danni ai polmoni.

Il danno polmonare può anche derivare da malattie autoimmuni come:

Artrite reumatoide
sclerodermia
Dermatomiosite e polimiosite
Malattia mista del tessuto connettivo
sindrome di Sjogren
sarcoidosi

L’elenco di sostanze e condizioni che possono portare alla malattia polmonare interstiziale è lungo. Anche così, in alcuni casi, le cause non sono mai state trovate.

I disturbi senza una causa nota sono raggruppati sotto l’etichetta delle polmoniti interstiziali idiopatiche, la più comune e mortale delle quali è la fibrosi polmonare idiopatica.

I fattori che possono renderti più suscettibile alla malattia polmonare interstiziale includono:

Età. È molto più probabile che la malattia polmonare interstiziale colpisca gli adulti, sebbene a volte neonati e bambini sviluppino il disturbo.

Esposizione a tossine professionali e ambientali. Se lavori nel settore minerario, agricolo o edile o per qualsiasi motivo sei esposto a sostanze inquinanti note per danneggiare i polmoni, il rischio di malattie polmonari interstiziali aumenta.

Malattia da reflusso gastroesofageo. Se hai reflusso acido incontrollato o indigestione, potresti essere ad aumentato rischio di malattia polmonare interstiziale.

Smoking (Fumare) ed anche le droghe. Alcune forme di malattia polmonare interstiziale sono più probabili nelle persone con una storia di fumo e il fumo attivo può peggiorare la condizione, specialmente se c’è un enfisema associato.

Radiazioni e chemioterapia. Avere trattamenti radioterapici al torace o usare alcuni farmaci chemioterapici rende più probabile lo sviluppo di malattie polmonari.

La malattia polmonare interstiziale può portare a una serie di complicazioni potenzialmente letali, tra cui:

Alta nei polmoni ( polmonare). A differenza della pressione alta sistemica, questa condizione colpisce solo le arterie dei polmoni. Inizia quando il tessuto cicatriziale o i bassi livelli di ossigeno limitano i più piccoli, limitando il flusso sanguigno nei polmoni. Questo a sua volta aumenta la pressione all’interno delle arterie polmonari. L’ipertensione polmonare è una malattia grave che peggiora progressivamente.

Insufficienza cardiaca destra (cuore polmonare). Questa grave condizione si verifica quando la camera in basso a destra del cuore (ventricolo destro) – che è meno muscolare della sinistra – deve pompare più forte del solito per spostare il sangue attraverso le arterie polmonari ostruite. Alla fine il ventricolo destro non riesce a causa della tensione aggiuntiva. Ciò è spesso una conseguenza dell’ipertensione polmonare.

Insufficienza respiratoria. Nella fase terminale della malattia polmonare interstiziale cronica, si verifica insufficienza respiratoria quando livelli di ossigeno nel sangue gravemente bassi insieme a pressioni crescenti nelle arterie polmonari e il ventricolo destro causano insufficienza cardiaca.

Fonte : mayoclinic.org

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Il dottor Giampaolo Palma, medico italiano esperto in Ecocardiografia e Cardiologia interventistica, direttore Sanitario del Centro Malattie cardiovascolari Palma, di Nocera Inferiore, già Specialista presso l’Università degli studi di Parma, ha diramato un comunicato in cui rileva la vera causa della morte da Covid 19 .Ecco il testo originale.

Carissimi amici,

non vorrei sembrarvi eccessivo, ma credo che oggi, finalmente, sia forse quasi certa la causa della letalità del .

La mia ventennale esperienza in Ecocardiografia e Cardiologia Interventistica -Ecocolordopplergrafia Vascolare, di direttore di Centro Trombosi- Coagulazione, con procedure su più di 200.000 pazienti cardiopatici e non, mi fa confermare quello che fino a qualche giorno fa taluni colleghi iniziavano a ipotizzare senza esserne però certi.
Oggi abbiamo i primi dati da reperti anatomo-patologici di tessuto polmonare prelevato dai primi pazienti deceduti.

I pazienti vanno in Rianimazione per Tromboembolia Venosa Generalizzata, soprattutto Tromboembolia Polmonare TEP.

Se così fosse potremmo fermare la malattia alle prime fasi e forse non serviranno più le Rianimazioni per intubare i pazienti. Ci potremo fermare alle Fasi 1 e 2 della malattia, la fase di replicazione virale e iniziale fase polmonare).

Un grande aiuto alla terapia in fase media della malattia prevede di sciogliere il trombo e quindi bisogna prevenire queste tromboembolie. Se ventili un polmone dove il sangue non arriva, non serve! Infatti muoiono 8 pazienti su 10.

Signori, Covid19 danneggia prima di tutto i vasi, l’apparato cardiovascolare, e solo dopo arriva ai polmoni!!!

Sono le microtrombosi venose, non la a determinare la fatalità!
E perché si formano trombi? Perché l’infiammazione come da testo scolastico, induce trombosi attraverso un meccanismo fisiopatologico complesso ma ben noto.

Allora? Quello che la letteratura scientifica, soprattutto cinese, diceva fino a metà marzo, era che non bisognava usare antinfiammatori. Ora in Italia si usano antinfiammatori e antibiotici nella fase 1 della malattia (come nelle influenze) e il numero dei ricoverati crolla.

Molti pazienti morti, anche di 40 anni, avevano una storia di febbre alta per 10-15 giorni non curata adeguatamente. Qui l’infiammazione ha distrutto tutto e preparato il terreno alla formazione dei trombi. Perché il problema principale non è il virus, anche se virus diverso dagli altri, ma la reazione immunitaria che distrugge le cellule dove il virus entra. Infatti in tutti i reparti sembra ci siano pochi pazienti affetti da artrite reumatoide che assumono terapie cortisoniche per alleviare i dolori articolari.

Questo è il motivo principale per cui in Italia le ospedalizzazioni iniziano a diminuire e sta diventando una malattia curabile a casa.

Curandola bene a casa eviti non solo l’ospedalizzazione, ma anche il rischio trombotico.
Non era facile capirlo perché i segni della micro-embolia sono sfumati, anche all’occhio di un intensivisti e infettivologi esperti oltre che a cardiologi come me.

Confrontando i dati dei primi 50 pazienti tra chi respira male e chi no, la situazione è apparsa molto chiara a tutti i medici in Italia, dai cardiologi, ai radiologi, agli anatomo-patologi fino ai colleghi delle Terapie Intensive.

Il tempo di pubblicare questi dati e si potrebbero avere conferme per aggredire Covid-19 nelle prime fasi della malattia e far guarire prima i pazienti.

Una speranza per la popolazione visto che la quarantena non può durare tanti mesi e il vaccino ha tempi lunghi, spero per fine anno.

In Usa dove ancora le terapie mediche sono molto precarie per tanti pazienti soprattutto delle classi più deboli i dati sono ormai più tragici che in Italia.

Si possono somministrare farmaci che costano pochi euro ma che aiutano a salvare tante vite in fase 1 e 2 della malattia.

Sono i farmaci che facciamo per andare in vacanza in Kenya e prevenire la malaria, per capirci.

Questa testimonianza delle Vasculiti con esiti in tromboembolia polmonare parrebbe confermata dai protocolli di grandi Ospedali:

– al Sacco fanno Clexane a tutti, con D-dimero predittivo: più è alto meno risponderà il pz.
– al San Gerardo di Monza Clexane e cortisone
– al Sant’Orsola di Bologna Clexane a tutti + protocollo condiviso con i medici di famiglia che prescrivono Plaquenil a pioggia su tutti i pz. monosintomatici a domicilio.

Integro con una precisazione sugli antinfiammatori: farmaci antinfiammatori tipo Brufen, naproxene, aspirina che inibiscono la cox1 oltre che la Cox 2 non andrebbero usati, mentre Celecoxib (un inibitore selettivo della Cox 2) sembra dare buoni risultati; bisogna comunque aspettare l’esito di studi, invece questa analisi porta in evidenza la necessità di usare negli stadi intermedi della malattia (inizio della tosse e prima delle difficoltà respiratorie) una eparina a basso peso molecolare ad alte dosi…(Clexane 8.000 UI/die).

Evito (per non appesantire troppo l’esposizione, e perché il testo è troppo medico) di riportare un’interessante testimonianza di esperti anatomo-patologi dei più grandi Ospedali della Lombardia; vi basti pensare che l’ “Ospedale Papa Giovanni” di Bergamo ha eseguito 50 autopsie ed il “Sacco” di Milano 20 (quella italiana è la casistica più alta del mondo, i cinesi ne hanno fatte solo 3 e “minimally invasive”). Tutto quanto ne esce sembra confermare in pieno le informazioni sopra riportate.

In poche parole, pare che l’exitus sia determinato da una DIC (per i non medici, Coagulazione Intravascolare Disseminata) innescata dal virus.

Quindi la polmonite interstiziale non c’entrerebbe nulla, sarebbe solo la fase 3 più grave della malattia dove forse non arriveremo più se impariamo a curare la malattia nelle fasi 1 virale e 2 intermedia.

È stato forse soltanto un abbaglio diagnostico: abbiamo finalmente raddoppiato i posti in rianimazione, per carità sempre utili, ma forse non serviranno, almeno lo speriamo tutti.

Col senno di poi, mi viene da ripensare a tutti quegli Rx Torace che commentavamo circa un mese fa: quelle immagini che venivano interpretate come polmonite interstiziale in realtà potrebbero essere del tutto coerenti con una COAGULAZIONE INTRAVASCOLARE DISSEMINATA, una Cid atipica che coinvolge prevalentemente capillari polmonari e vene periferiche soprattutto degli arti inferiori.

In definitiva fino a un mese fa nessuno sapeva nulla di questo virus, nemmeno i virologi “più famosi” come i tanti che guardavate in TV, in Italia, come in Florida o UK.

Gli studi anatomo-patologici dei frammenti di polmone prelevati a Milano e Bergamo ci apriranno la strada verso una cura della malattia in poco tempo perché il vaccino è ancora lungo a divenire.

La tragedia che ha interessato l’ Italia e che ha visto quasi 20mila morti compresi tanti medici sul campo, ha fatto si che la Scuola Medica Italiana sia sulla strada giusta. Non la strada della salvezza definitiva e del ritorno alla vita NORMALE per tutti, ma sulla strada giusta.

Ad maiora semper !!!”