Coronavirus, Volano in Borsa le società scientifiche che stanno studiando il vaccino

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Il business in qualsiasi situazione, va avanti inesorabilmente e né è prova anche in questi tempi del , l’infezione polmonare identificata per la prima volta il 31 dicembre a Wuhan.

Le azioni di varie compagnie sono balzate anche al 99%, portando la loro capitalizzazione di a svariati miliardi di dollari.

Il rialzo è diventato più elevato nelle azioni in , quando le aziende hanno annunciato studi quasi imminenti di possibili.

Il rally borsistico coinvolge diverse società scientifiche, alcune ben note, che hanno visto elevare i loro futuri quando è stata annunciata la “Coalizione for Epidemic Preparedness Innovations”.

Un’ pubblica-privata con sede in Norvegia, ha fornito fino a 11 milioni di dollari in , ad una per sviluppare vaccini contro il coronavirus.

Nel frattempo vi ricordate quando l’equipe del laboratorio dell’Ospedale Sacco di Milano, nel mese di Febbraio 2020, aveva isolato un nuovo ceppo del detto “italiano” ?

A quanto sembra esistono due tipi di covid-19 in Italia.

Uno è quello para-influenzale e l’altro pandemico. Quello cinese è documentato in Wu et al. Cell Host & Microbe doi:10.2016 j.chom.2020.02.001,2020.

La sostanziale “differenza” del virus, presente qui da noi, con quello di Wuhan (l’ormai famoso “coronavirus dei pipistrelli”) ha già uno studio, ( Guizhen Wu et al. New coronavirus genome. The Lancet, 29 Jan 2020) .

Sul Corriere della Sera, a Marzo, la conferma del Prof. Massimo Galli, primario infettivologo dell’ospedale «Sacco» di Milano, sulla sostanziale dichiarazione del dott. Vincenzo D’Anna.

A questo proposito riportiamo uno stralcio di una intervista svolta da L’Antidiplomatico al Dr. Prof. Giulio Tarro, il quale ha detto:”in ogni momento, siamo immersi in un ambiente saturo di innumerevoli virus, germi e altri agenti potenzialmente patogeni. E in questi giorni, quasi nessuno ci dice che se non ci ammaliamo è grazie al nostro sistema immunitario il quale può essere compromesso, – oltre che da una inadeguata alimentazione e da uno sbagliato stile di vita – dallo stress. Stress che può nascere anche dallo stare in spasmodica attenzione di ogni “notizia” sul Coronavirus regalataci dalla TV. Non vorrei quindi che questa psicosi di massa faccia più danni dell’ormai famigerato Covid-19“.