Coronavirus e speculazioni finanziarie

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L’emergenza globale relativa al sta influenzando più o meno tutti i mercati finanziari, sia quelli online che offline. Potremmo prendere in esempio la chiusura dei casinò di Macao, la discesa economica di Apple e dei produttori che si riforniscono dalla Cina o la situazione dropshipping.

Qualsiasi settore merceologico è influenzato dall’epidemia proveniente dall’Asia Orientale.

Questi movimenti come potrai immaginare, scombinano gli asset finanziari in tutto il mondo.

Sulla scia di esperienze passate, la ha creato una linea di finanziamento per le emergenze pandemiche, conosciuta come PEF, Pandemic emergency financing facility.

Un vero e proprio fondo fiduciario di intermediazione finanziaria creato nel maggio 2016 in collaborazione con l’Organizzazione mondiale della sanità e tre tra le più importanti compagnie di ri-assicurazione al mondo, la Munich Re, la Swiss Re e GC Securities.

Al 31 dicembre 2019 il fondo fiduciario ha raccolto 181,1 milioni di dollari, soldi investiti in un portafoglio di titoli finanziari a reddito fisso e breve termine (per lo più obbligazioni governative) che ha permesso di realizzare per 3,71 milioni ed un saldo in contanti di 23,27 milioni.

Ben 96,14 milioni di dollari hanno rimpinguato le tasche dei grandi finanzieri che hanno sottoscritto la seconda linea di finanziamento, cioé quella assicurativa.

I fondi raccolti tramite queste donazioni, obbligazioni e derivati sono destinati ad autorità ed enti accreditati – i governi, le agenzie delle Nazioni Unite e le immancabili Ong – e devono essere utilizzati per affrontare solo e soltanto una in corso.

I virus assicurati sono quelli dell’, i Coronavirus (ad esempio SARS, MERS ed il nuovo ), i Filovirus (ad esempio Ebola, Marburg), la Febbre emorragica della Crimea e del Congo, la Febbre della Rift Valley e la Febbre di Lassa.

Un vero affare per i capitalisti, ma non tanto per quelli che operano nella sanità, quanto soprattutto quelli speculativi, a cui è garantito un guadagno che a luglio 2020 avrà superato i 150 milioni di dollari senza rischiare nulla dei 320 milioni investiti.

Leggendo quanto sopra a qualcuno gli verrà il sangue alla testa, ma questo è il speculativo di chi è capace di passare in una stanza di morti accatasti e togliere uno ad uno i soldi che hanno in tasca. Vi abbiamo dato l’idea? Si! Bene, ora sapete perché la borsa non si è fermata con il Coronavirus.

Si ringraziano le fonti: lacittafutura.it / transitionstrading.com

Pandemic Emergecy Financing Facilty ( Documento in PDF)