Consiglio Onu per i Diritti Umani. Nuova composizione

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Nel rinnovato vediamo seduti due Paesi come l’Arabia Saudita e l’Egitto. Esclusa, invece, la Russia. Il curriculum dell’Arabia Saudita parla da solo. Dal 2011 le esecuzioni sono tornate a registrare numeri intorno al centinaio ogni anno, trend che non accenna a invertirsi. Tra agosto 2014 e giugno 2015 sono state giustiziate almeno 175 persone.

Lapidazione, impiccagione e, soprattutto, decapitazione in pubblico sono le tecniche di esecuzione previste dalle leggi saudite. E tra i reati punibili con la pena di morte ci sono, oltre all’omicidio, anche adulterio, sodomia e omosessualità.

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