COLOMBIA – Piantagioni coca. Riecco il glifosato

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Nel dibattito sulla lotta alle coltivazioni illecite di in si torna a parlare dell’uso della fumigazione aerea con il glifosato dopo gli ultimi dati che vedono il Paese come primo produttore mondiale. L’ipotesi e’ stata avanzata da due esponenti del governo colombiano, il , Guillermo Botero, e il , Gloria Maria Borrero, nonostante la polemica aperta sull’azienda produttrice del contestato erbicida usato per la fumigazione.

La , che oltre ad avere circa 5mila cause aperte solo negli e’ stata condannata nel luglio di questo anno a risarcire con 289 milioni di dollari, 250 milioni di euro circa, un ex giardiniere Dewayne Johnson, malato di tumore in fase terminale e che aveva accusato l’azienda di essere responsabile delle sue condizioni di causate dall’uso di un prodotto, l’erbicida Roundup, che avrebbe ampiamente usato negli anni per il suo lavoro.

Sia l’Organizzazione mondiale per la sanita’ che l’Agenzia internazionale per la ricerca contro il cancro avevano gia’ inserito dal 2015 il glifosato nella lista delle sostanze probabilmente cancerogene. Nello stesso anno il governo colombiano aveva fermato ogni forma di fumigazione aerea in quanto era stato riscontrato che provocava conseguenze fisiche alle persone residenti nelle zone dove veniva cosparso il diserbante, dal vomito a irritazioni cutanee a bruciature, aborti spontanei, perdita di capelli, problemi respiratori e casi di cancro.

Un nuovo problema per il neopresidente della Colombia, Ivan Duque, che si trova di fronte a una fase di stallo del processo di pace con una recrudescenza degli scontri con le due storiche guerriglie, i dissidenti della Farc che non hanno accettato il compromesso di pace del precedente governo e i guerriglieri dell’Eln che si stanno rafforzando, e con una ripresa delle coltivazioni di coca e della produzione di dovuta anche alla presenza dei cartelli messicani in Colombia e della situazione fuori controllo del vicino .

Al momento la , che ha l’ultima parola sull’eventuale ritorno all’uso dell’erbicida, ha fatto sapere che senza una valutazione tecnica sul rischio per la salute della gente e dell’ ambientale non sara’ autorizzata nessuna forma di fumigazione, compresa quella ipotizzata di recente tramite utilizzo di droni.

Fonte ADUC