Cina, Doganieri installano software spia nei telefoni dei turisti

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Gli agenti cinesi della dogana installano delle microspie sui telefoni delle presone che entrano nel Paese attraverso la frontiera tra il Kirghizistan e la regione del Xinjiang, così come fa sapere una indagine congiunta di , Süddeutsche Zeitung, NDR, The e Motherboard.

Questo viene fatto verso i turisti e cittadini cinesi che passano questa frontiera, dove vive la maggior parte di Uiguri, minoranza musulmana a cui ha imposto misure senza precedenti di sorveglianza tecnologica e di repressione poliziesca in nome della lotta contro il islamico.

Secondo le stime delle , un milione di Uiguri (su una totale di 11 milioni) sarebbe attualmente detenuta in dei campi.

Secondo l’inchiesta dei cinque media, i telefoni Android di coloro che entrano nella regione sono brevemente sequestrati dai doganieri, che vi installano un applicazione per il controllo.

L’applicazione è programmata per ricercare sul e nella cronologia di navigazione dei contenuti legati a soggetti “sensibili”, che vanno dal giornale anglofono di Al-Qaida nella penisola arabica, Inspire, a dei discorsi del Dalai Lama, passando per una parte del gruppo metal giapponese Unholy Grave.

In totale l’applicazione verifica la presenza di contenuti che hanno a che fare con 73.000 idee, personalità o diverse opere. Una volta fatta l’analisi, il programma genera un rapporto che in seguito, via Internet, viene trasmesso ad un server ad hoc.

Sorveglianza permanente
I proprietari degli iPhone sono sottomessi ad una procedura diversa: i loro telefoni sono brevemente sequestrati, il tempo di essere scannerizzati dai doganieri.

L’analisi del programma non ha permesso di determinare se altri dati vengano estratti dai telefoni sui quali l’applicazione è installata.

La regione dello Xinjiang è sottomessa ad una sorveglianza elettronica permanente da parte di Pechino, che ha utilizzato tutte le tecnologie più intrusive: riconoscimento facciale, individuazione del DNA, permanente, droni, geolocalizzazione dei telefoni… Ogni comportamento ritenuto “anormale” può dar luogo ad una indagine e, nel caso, ad un arresto.

Fonte
ADUC