[Ciclismo] Il primo casco al mondo dotato di un’intelligenza artificiale

In questo sito web dell’agenzia di stampa internazionale Emmegi, abbiamo parlato più volte dell’utilizzo dell’IA, cioé Intelligenza Artificiale. Le aziende di settori vari si stanno avvicinando al settore e c’è chi cerca nel trovare soluzioni efficienti, anche nell’ambito della sicurezza su strada come chi pratica il . Abbiamo avuto modo di leggere da recente una notizia inerente ad un casco che diventa strumento di sicurezza attiva. Si tratta di un prodotto molto particolare, per esempio dispone di uno specchietto retrovisore visibile real time su smartphone, un radar che avvisa il ciclista del sopraggiungere di un veicolo alle sue spalle, l’invio di alert e registrazione in cloud in caso di incidente con telecamere Full HD, ed altro ancora. Un casco unico al mondo.

Nell’evoluzione tecnologica destinata alla passione per la bicicletta – si legge nella notizia – essa segna un nuovo punto di svolta, tant’é che rivoluziona il concetto di protezione del ciclista e alza l’asticella in fatto di sicurezza e controllo di ciò che avviene intorno a chi lo indossa, sia durante le silenziose salite dei grandi passi alpini che nella caotica mobilità quotidiana in città.

In diversi nostri utenti che seguono quanto svolgiamo da anni le inchieste, in ambito sicurezza e ciclismo, ogni qualvolta si parla di prodotti a protezione, obiettano sul fatto che trattasi di prodotti molto costosi destinati ad una elite di ciclisti e non, quindi, per la gran massa di ciclisti che vediamo circolare per strada.

In fatto di sicurezza è necessario entrare nell’ottica dell’investimento sulla persona, a protezione di se stessi, pertanto farsi vedere bene e proteggersi. Questo casco, leggendo sempre il testo della notizia, secondo noi ha molte funzioni che, probabilmente, sono ben oltre a quanto comunemente un ciclista utilizza, anche se abbiamo anche una ‘scatola nera’ integrata.

Questo casco è un prodotto multifunzione, con una complessa struttura hardware, appositamente progettata, possiede un microprocessore intelligente che integra un radar, due videocamere Full HD anteriore e posteriore, un multisensore GPS, un giroscopio, numerosi avvisi, il tutto gestito via Bluetooth e Wi-Fi con apposita app disponibile per dispositivi iOS e Android.

In pratica tecnologia in testa al ciclista cittadino, l’appassionato di hi-tech, l’atleta professionista in allenamento, lo sportivo amatore.

I progressi nell’intelligenza artificiale (AI) e nell’apprendimento automatico aiutano a ordinare e organizzare vaste quantità di informazioni in dati puliti e standardizzati, mentre utilizzano l’intelligenza in tempo reale per prevedere e ottimizzare le prestazioni sul prodotto che stiamo utilizzando in bici.

I dati puliti garantiscono che tutte le informazioni siano accurate e pertinenti, mentre il formato standardizzato lo presenta in modo semplificato. 

Tutto ciò serve ? Siamo pronti all’utilizzo dell’IA nel settore della sicurezza ?

Nel libro Artificial Intelligence: A Modern Approach , gli autori Stuart Russell e Peter Norvig affrontano la questione unificando il loro lavoro attorno al tema degli agenti intelligenti nelle macchine. Con questo in mente, l’intelligenza artificiale è “lo studio di agenti che ricevono percezioni dall’ambiente ed eseguono azioni”. (Russel e Norvig viii)

Norvig e Russell proseguono esplorando quattro diversi approcci che hanno storicamente definito il campo dell’IA: 

  1. Pensando umanamente
  2. Pensando razionalmente
  3. Agire umanamente 
  4. Agire in modo razionale

Le prime due idee riguardano i processi mentali e il ragionamento, mentre le altre riguardano il comportamento. Norvig e Russell si concentrano in particolare sugli agenti razionali che agiscono per ottenere il miglior risultato, osservando che “tutte le abilità necessarie per il test di Turing consentono anche ad un agente di agire razionalmente”. (Russel e Norvig 4).

Patrick Winston, professore Ford di intelligenza artificiale e informatica al MIT, definisce l’IA come “algoritmi abilitati da vincoli, esposti da rappresentazioni che supportano modelli mirati a cicli che legano il pensiero, la percezione e l’azione insieme”.

Mentre queste definizioni possono sembrare astratte per la persona media, aiutano a focalizzare il campo come un’area di informatica e forniscono un piano per infondere macchine e programmi con l’apprendimento automatico e altri sottoinsiemi di intelligenza artificiale. 

Leggendo quanto sopra, un pò di mal di testa potrà essere venuto a qualcuno, abituati nel leggere testi meno tecnici, pertanto vi poniamo alcune domande più dedicate al settore sicurezza e ciclismo, ovvero:

Possiamo optare su prodotti che, in qualche modo sopperiscono, all’investimento di questo casco il cui costo è di 490,00 Euro ?

Quanto siete disposti a spendere per la vostra sicurezza in bici ?

Quanto spendete all’anno sulla vostra sicurezza personale ?

A voi il feedback.

Scriveteci a : redazione@reporterspress.it , indicando nell’oggetto (Ridersbike: sicurezza strada ciclismo); raccoglieremo le vostre opinioni che diventeranno un articolo su un prossimo articolo dedicato all’Intelligenza artificiale in ambito sicurezza e ciclismo. Grazie.

Foto courtesy by Radio Pakistan

Si ringrazia, per alcune porzioni di testo utilizzate nell’articolo, la LDL Comunicazione.