[Ciclismo] Davide Cassani si augura ripresa attività sportiva individuale dal 4 Maggio

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ha chiesto al governo, mediante una lettera, la possibilità di tornare a fare sport all’aria aperta, in modo del tutto individuale, rispettando tutti i Dpi obbligatori e necessari, dal 4 maggio 2020.

Alcuni tecnici del governo, la comunità scientifica, ed i ministri preposti, stanno valutando la possibilità di una concessione, se pur la parte sportiva potrebbe dare adito ad assembramenti in gruppo ed adesso è da evitare.

Il ha comunque apprezzato la rigida imposizione della da parte dei italiani e, quindi, sta cercando una soluzione.

Dal lato opposto, ovvero i ciclisti, chiedono a gran voce di svolgere allenamenti individuali, muniti di tesserino della propria squadra, con RC obbligatoria, in un raggio di azione in quei comuni ove non c’è ancora allerta contagi, con uscite di programmate di max due a settimana, ecc.

I ciclisti italiani da noi intervistati riferiscono che se il gioco del calcio dovesse riprendere l’attività sportiva, sarebbe più dannoso di un ciclista solitario in mezzo al bosco o in una strada poco trafficata.

Davide Cassani, Commissario tecnico della Nazionale italiana, si sfoga a tal proposito scrivendo “Ora siamo come cani tenuti al guinzaglio e questo guinzaglio si è fatto corto e stretto al collo, per cui intorno a noi ci manca lo spazio, ci manca l’aria“.

Questo guinzaglio è già stato percepito anche dai servizi segreti italiani i quali hanno già informato su possibili rivolte civili, considerando che la restrizione dei cittadini, se pur per una importante , sta diventando ‘a guinzaglio corto’.

Questo guinzaglio corto che porta a dire a un grande corridore professionista: “Badate, cari signori governanti, che questa non è solo una domanda di comodo che viene dall’esigenza umana di “muoversi”. Questa è una richiesta che viene dall’anima perché non abbiamo bisogno solo di aria, o di sole, o di buona salute: abbiamo bisogno di qualcosa che ci scaldi il cuore e questo qualcosa hai voglia a girare e rigirare, ma per le stanze di casa non lo trovi. E poi non vedo pericoli nel fare una corsa a piedi, in solitaria e neanche nel prendere una , sempre da soli“.

Io ho fatto più rulli in questo mese che in 15 anni da corridore professionista – Speriamo che il 4 maggio ci siano le condizioni perché i nostri atleti possano uscire. Se così non fosse sarebbe un problema. Da maggio ad agosto, ci sarebbe sicuramente il tempo per portare tutti i professionisti allo stesso livello di allenamento”.

In Italia, così come in Francia, in Spagna e in Colombia, gli allenamenti in strada non sono consentiti. La situazione nel mondo è a macchia di leopardo. Nel resto d’Europa l’utilizzo della bicicletta (anche per i non professionisti) è rimasto consentito, addirittura incoraggiato.

Conclude Davide Cassani con questa frase:”L’organizzazione Mondiale della Sanità conferma che l’ è fondamentale ed io penso che lo sport fa bene, anche e soprattutto in tempi di , basta farlo da soli. Rigorosamente da soli. Ce la facciamo?”