Captatori informatici in funzione da luglio 2020; addio privacy cittadini?

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I c.d. captatori informatici, ossia dei , spesso sotto forma di , sono in grado di espletare diverse funzioni utili in sede di indagini. Le potenzialità di tali programmi sono vaste e molteplici: intercettazione di chiamate vocali, di chat, di messaggi istantanei, di e-mail, possibilità di catturare immagini dallo schermo del dispositivo (c.d. screenshot), possibilità di estrapolare ciò che viene digitato sulla tastiera del device (c.d. keylogger), download e upload di file sul dispositivo stesso, nonché localizzazione geosatellitare tramite il sistema GPS.

Il captatore informatico si pone quindi, a livello legislativo, in quella sezione del codice di procedura penale relativa ai mezzi di ricerca della prova e, più nello specifico, trova posto nella disciplina relativa alle , in particolare quelle informatiche disciplinate dall’art. 266-bis, c.p.p.

La collocazione all’interno del codice di procedura penale, nonché la sostanziale assimilazione di tale strumento a quello delle intercettazioni, comporta, a livello legislativo, una serie di limitazioni per gli organi inquirenti nel momento in cui essi vogliano disporre l’utilizzo di tali programmi, limiti posti per le intercettazioni in generale sia dalla legge ordinaria che dalla Costituzione mentre per il captatore informatico essi vengono disciplinati dalla riforma del processo penale attuata recentemente, la c.d. legge Orlando.

La legge di riforma del processo penale, approvata nel giugno del 2017, ha infatti delegato il Governo a disciplinare le intercettazioni di mediante l’immissione di captatori informatici in .

L’espressione usata dal legislatore, certamente non di facile comprensione per i non addetti ai lavori, descrive in realtà un mezzo di indagine molto potente.

Il captatore informatico è un software che può essere installato in un qualsiasi device – dal pc allo – di una persona indagata per determinati per intercettare le sue conversazioni audio.

La grandissima capacità di questo strumento di invadere anche la vita più intima degli indagati è proporzionale alla sua efficacia. Occorre gestire il materiale raccolto con grande attenzione alla dignità dell’indagato e con grande rispetto e senso etico delle persone preposte all’utilizzo.

L’augurio che possiamo fare a noi stessi è che quando le norme entreranno in vigore il sistema si sia strutturato per evitare i casi di perdite di dati, abusi e diffusioni illecite che, avevano previsto anni fa e che si sono puntualmente verificati.

Senza captatore le indagini contro la organizzata, la mafia, il , i reati contro la (o contro gli altri gravi reati che affliggono questo paese) sono in salita e molto difficili ma altrettanto importante è il rispetto della vita privata e della dignità dell’indagato e delle altre persone che insieme all’indagato vengono intercettate.

Fonti : giurispudenzapenale.com / lindro.it / agendadigitale.eu