Bicisport Riders Bike, Firenze – San Godenzo – Mugello: 102 Km

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Il giro di stamattina è un pò impegnativo, poiché dopo che si arriva a San Godenzo, si scende e si va verso il Mugello per poi risalire dal Polcanto, sino a Firenze. In totale mi sono venuti 102 km, svolti in 4 ore, con due fermate brevi. Il motivo di questo itinerario è inerente al ricordo storico del paese di San Godenzo(1), più sotto descritto in breve. Inoltre per chi è appassionato di arte e cultura storica, consiglio la visita dell’Abbazia di San Gaudenzio(2). La location di San Godenzo è immersa nel verde, ottima per un relax nel silenzio assoluto.

Note Wikipedia

(1) San Godenzo è un comune di 1.264 abitanti della provincia di Firenze in Toscana, a circa 50 chilometri dal capoluogo, lungo la strada che porta a Forlì. Il paese è noto perché è stato il centro strategicamente importante, situato sulla linea gotica; fu oggetto di atroci rappresaglie e rastrellamenti da parte delle truppe tedesche che, in ritirata verso il Nord, misero in pratica la strategia della “terra bruciata”, distruggendo l’intero abitato con cannoneggiamenti, mine ed incendi. La popolazione, costretta all’evacuazione, dovette trovare rifugio nelle regioni vicine, tra stenti e dure sofferenze. Partecipava generosamente alla guerra partigiana e con dignità e coraggio affrontava, col ritorno alla pace, la difficile opera di ricostruzione morale e materiale del paese.» — Aprile – Settembre 1944/San Godenzo (FI)

(2) L’abbazia di San Gaudenzio si trova nel comune di San Godenzo. Nel 1028 il vescovo fiesolano Jacopo il Bavaro fondò presso la pieve un monastero benedettino. La chiesa fu ricostruita e nuovamente consacrata nel 1070 dal vescovo Tresmondo. L’abbazia si imposta su tre navate, divise da pilastri, con presbiterio fortemente rialzato su una vasta cripta, articolata con colonnette decorate da semplici capitelli cubici. Nel 1944, dopo che nel 1922 la chiesa era tornata ad essere un’abbazia, i tedeschi rasero al suolo il paese che si trovava sulla Linea Gotica ma risparmiarono la chiesa e il monastero in considerazione dell’origine bavarese del vescovo Jacopo. Tra le opere d’arte si ricordano il polittico con Madonna e quattro santi attribuito a Bernardo Daddi (1333); la cinquecentesca Annunciazione riferita al Franciabigio; la statua lignea di San Sebastiano di Baccio da Montelupo (1506). –Wikipedia