Bankitalia declassa nei fondi quattro regioni

La Banca d’Italia, nel Quadro finanziario pluriennale 2021-2027 dell’Unione europea – ha sottolineato, mediante Paolo Sestito, responsabile del Servizio struttura economica – “l’ammontare stanziato per le politiche di coesione è in riduzione, ma per l’Italia è in aumento di circa il 6% rispetto al 2014-2020”. L’Italia dovrebbe (condizionale, il negoziato è in corso) aggiudicarsi più risorse grazie a un nuovo metodo di calcolo di alcuni criteri di classificazione, che premieranno le regioni italiane a discapito di quelle dell’Europa orientale.

Sestito ricorda anche che la proposta della Commissione registra “un declassamento di quattro regioni italiane.

Due passano da in transizione a meno sviluppate (Molise e Sardegna), mentre Umbria e Marche da più sviluppate verranno classificate in transizione”.

Nei casi di Sardegna, Molise e Umbria il relatore di Bankitalia attribuisce il declassamento ad una “performance economica relativamente peggiore rispetto alla media europea” (ndr.: probabilmente sulla base del semplice PIL); nel caso della Regione Marche, invece, “influisce anche il previsto ampliamento della fascia delle regioni in transizione”.

Secondo il relatore della Banca d’Italia il nostro Paese presenta una tradizionale carenza a livello di imprese (“poco innovative”) e di amministrazioni pubbliche, “meno capaci di proporre progetti innovativi laddove i finanziamenti sono attribuiti in base a bandi”. La carenza è riscontrabile soprattutto nei campi della ricerca e delle infrastrutture.

Nel caso dei finanziamenti per la ricerca e l’innovazione, viene avanzato l’esempio di Horizon 2020. Riusciamo a ottenere come Paese una quota di finanziamenti relativamente contenuta e in alcuni casi molti ricercatori scelgono di utilizzare i fondi in strutture che non fanno capo al nostro Paese. È una questione di cui tenere conto – rileva Sestito – non solo e non tanto in sede di contrattazione, ma anche in sede di definizione delle politiche interne.

Fonte