Avere coscienza di cosa si vuole ed il coraggio di evolvere

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L’Essere umano, seppure imperfetto, rappresenta (nel suo aspetto formale) il “modello vivente” più progredito. Egli possiede il Libero Arbitrio, a differenza dell’istinto che è prerogativa del mondo animale.

Il libero arbitrio non è una semplice “scelta” emotiva, ma una “decisione” dotata di volontà, che deriva da un maggior grado d’.

Purtroppo lo stato d’illuminazione che i mistici chiamano “luce dell’anima”, e che viene “trasmesso” alla ragione fisica per azione dell’Ego superiore, ha una differenza ben precisa tra i due stati: quello di buio (mente fisica) e quello di luce della mente (mente egoica).

L’uomo o donna (maschile e femminile) ha una potenzialità dell’ psichica, ovvero peculiarità energetiche dell’Ego superiore che riescono ad essere assimilate dall’entità, energeticamente minore, comunemente detta: mente concreta.

Il nocciolo dell’argomento resta però l’avere o non coscienza di cosa si vuole e del perché lo si fa, in particolare quando si entra nella sfera privata dei , poiché in una complementarietà energetica che si potrebbe più correttamente definire nei termini di polo negativo (- meno) e polo positivo (+ più), avvengono poi cause ed effetti.

Il corpo e l’anima dell’Uomo sono indissolubilmente legati insieme sulla terra e allo stesso modo all’Arco Reale.

L’Arte è il fodero dello spirito, mentre la Sublimazione nel Grado dell’Arco Reale è la sua Essenza. Anche se oggi molti considerano ridicola la ricerca della Pietra filosofale, dovremmo avere, invece, la Ricerca della Parola Perduta…

Nella frase “In the beginning was the Word…” tradotto in italiano non “All’inizio era la PAROLA…” bensì “All’inizio era il Verbo…”, il termine WORD, PAROLA, veniva usato in quella frase per indicare la Volontà di Dio, o anche detta la Legge di Dio.

San Giovanni usò questa frase nel prologo del suo Vangelo e gli diede un senso mistico, ma l’origine del termine WORD, PAROLA risale ai periodi più remoti dell’antichità.

Una delle prime, forse “la” prima concezione della Creazione era la convinzione che vi era una differenza troppo grande tra il puro Spirito, pura essenza Divina, e la materia base per essere stato l’atto della Creazione effettuato direttamente da Dio stesso, e da qui derivarono molto attributi di Dio; il suo primo attributo, intendendo la Sua Legge o la Sua Volontà, era definita PAROLA, la causa della Creazione. Come dire in maniera “sephirotica”, la PAROLA è Kether, emanazione di Ein Sof, e da KETHER si generano BINAH e CHOKMAH.

L’ va ammassando un grave anche per i pensieri, e non solo per le azioni. Il pensiero infligge torture allo spirito, poiché non esiste differenza fra parola e pensiero. Ognuno è libero di gettarsi nel baratro, ma deve essere preavvisato e non deve poi incolpare gli altri di ciò che crea con le sue stesse mani.

La temerarietà della figura del Maestro è il principio d’ universale che lui impersonò, non per essere idolatrato, bensì per indicare una via, un esempio, che ogni “uomo di buona volontà” poteva seguire diventandogli, così, Fratello in Dio.

Il Maestro Gesù, prima uomo, poi grande Iniziato ed infine guida spirituale, raggiunse un apice spirituale di tale misura, da non essere più considerato umano. E disconoscere la sua “umanità” ha reso vano l’insegnamento, l’esempio e oscurata la via da lui stesso indicata.

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