Austria, Covid-19, Siamo alla follia umana? Cani per scovare i contagiati

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I cani vengono utilizzati solitamente per altri servizi, come fiutare droga o cercare persone scomparse, adesso la mente malata di qualche bipede umano intende ‘usarli’ come possibili “tracker” di .

Si avete letto bene, sembra di essere al tempo di guerra ove i fuggitivi dai campi di concentramento, i prigionieri che scappavano dall’inferno, venivano cercati con il fiuto dei cani.

L’annuncio arriva da una zona ben precisare, ovvero da Klaudia Tanner del austriaco.

Il Paese medita sulla possibilità di utilizzare i cani in dotazione all’esercito per fiutare e, quindi, individuare le persone positive al Coronavirus anche se asintomatiche.

La follia del progetto è in fase di test ed entro fine luglio è previsto che venga addestrato il primo pastore belga, nel centro militare per cani di Kaisersteinbruch, nel Burgenland.

Numerosi cittadini intervistati si stanno attrezzando con spray al peperoncino, mentre altri intendono uccidere il cane compreso la mistra Tanner, ritenuta una pericolosa malata di mente.

Ma com’é possibile addestrare un cane al covid-19?

Dunque verrà realizzato un tubo profumato con all’interno le molecole olfattive del Coronavirus le quali condizioneranno gli atteggiamenti del cane.

Bisognerà dire a questi ‘esperti’, compreso la ministra Tanner, che;

Fin quando usiamo il corpo in modo impeccabile e intelligente godiamo della massima efficienza del e tutto procede in piena regola e normalità.

Ad ogni nostro sgarro e a ogni nostra deviazione dal retto percorso, sopravviene un indebolimento dei meccanismi protettivi, una enervazione e un segnale-sintomo di malattia acuta da intasamento o da imperfetto-ritardato-insufficiente smaltimento delle tossine.

Esistono ovviamene anche veleni esogeni o esterni acquisiti mediante l’.

I , le paure, le sofferenze che subiscono gli animali negli allevamenti intensivi e nei macelli causano pure in essi degli intasamenti tossici e del materiale di scarto.

Mangiando la loro carne e i loro sottoprodotti ci esponiamo pertanto a una accumulazione tossica aggiuntiva. Questo vuol dire che i non esistono?

Nella descrizione delle infezioni virali, ai virus vengono attribuiti comportamenti quali “iniettarsi”, “incubare”, “essere in latenza”, “invadere”, avere uno “stadio attivo”, “impadronirsi”, “riattivarsi”, “mascherarsi”, “infettare”, “assediare” ed essere “devastanti” e “mortali”.

La teoria medica convenzionale sostiene che i virus nascono da cellule morte che essi stessi hanno infettato. Il virus “si inietta” nella cellula e le “ordina” di riprodurlo, fino al momento in cui la cellula esplode per lo sforzo. I virus sono a questo punto liberi di cercare altre cellule in cui ripetere il processo, infettando così l’intero organismo.

Tuttavia i virologi ammettono che i virus, pur avendo natura peculiarmente organica, non possiedono , non possono essere replicati in laboratorio, non possiedono alcuna caratteristica degli esseri viventi e, in realtà, non sono mai stati osservati vivi!!

I “virus vivi” sono sempre …by compressamente!