Astronomia cinese, La nebulosa del granchio

L’astronomia in Cina ha una lunga tradizione: gli storici indicano che i Cinesi furono a livello globale i più assidui e accurati osservatori dei fenomeni celesti prima degli Arabi.[1] I nomi delle , in seguito categorizzati nelle ventotto case lunari, sono stati trovati sugli ossi oracolari portati alla luce ad Anyang, risalenti alla media dinastia Shang ( cinese), e il nucleo del sistema delle case lunari (xiù: 宿) sembra aver preso forma verso il tempo del re Wu Ding (1339-1281 a.C.)

L’ era equatoriale, incentrata com’era sull’osservazione ravvicinata delle stelle circumpolari, ed era basata su principi diversi da quelli prevalenti nell’astronomia tradizionale occidentale, dove le levate e i tramonti eliaci delle costellazioni zodiacali formavano la struttura base dell’eclittica.

Nel 1669, l’antico Osservatorio imperiale di Pechino fu completamente riprogettato e dotato di nuove apparecchiature sotto la direzione di Ferdinand Verbiest. Oggi, la Cina continua a essere attiva nell’astronomia, con molti osservatori e un proprio programma spaziale.

La Nebulosa Granchio è ciò che resta della supernova (denominata SN 1054) osservata e registrata nel 1054 da astronomi cinesi e arabi. Nell’opera Sung-hiu-yao (“Elementi essenziali della storia Sung”) si legge:

«27 agosto 1054.
Yang Wei-te dice: “Osservo umilmente una stella ospite, che è apparsa in queste notti; al di sopra di essa c’è un debole scintillio di colore giallo”.»

La Nebulosa Granchio è localizzata nella sfera celeste circa 1,5° a sud dell’eclittica, ossia il piano dell’orbita terrestre attorno al Sole. Ciò comporta che la Luna e, talvolta, i pianeti possano transitare o occultare la Nebulosa; questi transiti e occultamenti possono essere utilizzati per analizzare sia la nebulosa sia l’oggetto che vi passa di fronte, osservando come la radiazione proveniente dalla nebulosa viene alterata dal corpo transitante.

I transiti lunari sono stati usati per mappare le di raggi X provenienti dalla nebulosa; prima del lancio dei satelliti a raggi X come il Chandra X-ray Observatory, le osservazioni a raggi X di solito avevano una risoluzione angolare molto bassa, ma quando la Luna transitava di fronte alla nebulosa, essendo nota la sua posizione, si potevano mappare le regioni emittenti sfruttando l’avanzare dell’occultamento.

Quando si osservarono per la prima volta le emissioni di raggi X della nebulosa, fu usato un occultamento lunare per localizzare esattamente la sorgente.

Sebbene il Sole non vi transiti sopra, la sua corona vi passa di fronte. Questo accade verso la metà di giugno, poco prima del solstizio d’estate; le variazioni nelle onde radio ricevute dalla nebulosa in quel momento possono essere usate per ottenere delle informazioni dettagliate sulla struttura e la densità coronali.

Le prime osservazioni stabilirono che la corona si estende ben oltre quanto fosse stato stimato in precedenza; osservazioni successive mostrarono che la densità della corona subisce delle modifiche sostanziali.

Molto raramente anche Saturno transita di fronte alla nebulosa; il suo ultimo transito, avvenuto nel 2003, fu il primo dal 1296, mentre il prossimo avverrà soltanto nel 2267.

Gli utilizzarono il Chandra X-ray Observatory per osservare la luna di Saturno Titano come esso transitò davanti alla nebulosa e si scoprì che l'”ombra” a raggi X di Titano è più grande della sua superficie solida, a causa dell’assorbimento dei raggi X da parte della sua .

Queste osservazioni mostrarono anche che lo spessore dell’atmosfera di Titano è di 880 km.

Il transito del pianeta Saturno non poté però essere osservato, poiché il Chandra si trovava proprio in quel momento nelle fasce di van Allen.

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