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Arnaud Amaury, in italiano detto Arnaldo di Citeaux, in francese detto anche Arnaud Amalric (? – Narbona, 1225), fu abate di Poblet (?-1198), poi dell’abbazia di Grand Selve a Bouillac (1198-1200), quindi di Cîteaux[1] (1200-1212), arcivescovo di Narbona (1212-1225), fu dapprima legato del papa Innocenzo III, poi dallo stesso Innocenzo III, ricevette l’incarico di reprimere l’eresia catara durante la crociata contro gli Albigesi.
All’inizio del XIII secolo, papa Innocenzo III cercò di estirpare l’eresia attraverso gruppi di missionari cistercensi, guidati da Pietro di Castelnuovo[3] (?-1208)., coadiuvato dal suo superiore, Arnaldo.
Accortosi che i missionari non ottenevano il risultato sperato, Innocenzo III, su suggerimento di Arnaud Amaury, alla fine del 1204, invitò i suoi legati a fare pressione sui vari signori locali affinché gli eretici fossero espulsi da tutti i loro territori, mentre ai legati fu concessa l’autorità di deporre gli ecclesiastici sospetti (cosa che riuscirono a fare tra il 1204 ed il 1206).
Impresa più ardua invece si dimostrò fare rispettare il provvedimento di espulsione ai signori, in modo particolare al conte di Tolosa, Raimondo VI.
Nel gennaio del 1208, però, Pietro di Castelnuovo venne assassinato da degli sconosciuti e Arnaud Amaury, molto abilmente, fece ricadere la colpa sul conte di Tolosa, Raimondo VI.
Dopo la morte di Pietro, Innocenzo III scomunicò il conte di Tolosa e predicò la crociata, a cui fu messo a capo, Arnaud Amaury, che, nella tarda primavera del 1209, partendo da Lione, in direzione della Valle del Rodano, iniziò a marciare verso sud, verso la Linguadoca. Dopo Montpellier, il visconte di Béziers e Carcassonne, Raimondo Ruggero di Trencavel, cercò la via delle trattative che però gli venne negata, da Arnaldo, che si diresse su Béziers, dove fu compiuto il massacro di Béziers. Il 22 luglio 1209 vennero massacrate a Béziers (Occitania) diverse migliaia di persone (circa 20.000[4]), compresi donne e bambini, in quanto Catari, ma oltre agli eretici, vennero massacrati anche i cattolici, che erano la maggioranza. Pare che in quell’occasione Arnaud Amaury, interrogato da un soldato su come poter distinguere nell’azione gli eretici dagli altri, avesse risposto “uccideteli tutti, Dio riconoscerà i suoi”[5]
La notizia del massacro di Béziers, si diffuse rapidamente mettendo in allerta tutte le restanti comunità catare, ed alcune città come Narbona, si arresero. Il successivo obiettivo dei crociati fu la città di Carcassonne, assediata il 1º agosto 1209 privata di ogni risorsa idrica il 7 agosto. Raimondo Ruggero di Trencavel cercò nuovamente di trattare ma venne fatto prigioniero da Arnaldo e la città fu costretta ad arrendersi il 15 agosto. Questa volta i suoi abitanti vennero risparmiati ma furono costretti a lasciare la città, completamente nudi, secondo Pietro di les Vaux-de-Cernay, o solo con le braghe, secondo altre fonti. Nel frattempo, nell’agosto 1209, dopo il rifiuto del duca di Borgogna e dei conti di Nevers e Saint-Pol Simone di Montfort fu nominato capitano generale dell’esercito Crociato contro gli albigesi, affiancando Arnaldo nella guida della crociata.
Arnaldo si trovò in accordo con Simone, prima a stabilire delle guarnigioni permanenti, per mantenere il controllo della regione convincendoli a prolungare il periodo di permanenza nella regione[6]. Dopo si premurarono a isolare il conte di Tolosa, Raimondo VI, quindi conquistare tutti im feudi sino al confine del suo territorio[7], costringerlo a qualche atto ostile e quindi procedere alla conquista della contea di Tolosa[8]. Il papa Innocenzo III cercò inutilmente di evitare la conquista della contea, invitando i crociati ad andare a combattere contro i Mori di al-Andalus. Ma la conquista fu portata a termine, mentre in quello stesso anno (1212), Arnaldo venne nominato vescovo di Narbona. In quella veste condusse un certo numero di Crociati nella penisola iberica, dove parteciparono, il 16 luglio del 1212, alla Battaglia di Las Navas de Tolosa, dove i Mori di al-Andalus furono sconfitti dai re cristiani, tra cui il re d’Aragona, Pietro II, che l’anno dopo dichiarò guerra a Simone di Montfort e ad Arnaldo, rientrato nel frattempo in Linguadoca, ed il 12 settembre 1213, nella battaglia di Muret, non solo venne sconfitto, ma perse anche la vita.

Fonte: Wikipedia