Antitrust: suggerimenti in merito ad alcune proposte di modifica al Decreto “Cura Italia”

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Nella consapevolezza della drammaticità dell’emergenza che il nostro Paese sta attraversando, l’Autorità e del , in pieno spirito collaborativo, suggerisce che in sede di conversione del d.l. 17 marzo 2020, n. 18, venga valutata con estrema attenzione la proporzionalità di tutte quelle misure che, con il lodevole obiettivo di tutelare la e proteggere nell’immediato le fasce più deboli del sistema economico, possono pregiudicare la ripresa e la crescita, una volta terminata la fase emergenziale.

In questa prospettiva, l’Autorità non può non esprimere riserve su alcune proposte di modifica del decreto “Cura Italia” che, tra le altre, finiscono per introdurre misure destinate a ingessare, se non a sospendere, il confronto competitivo in interi settori produttivi.

Emblematico è l’emendamento volto a bloccare il cambio di operatore telefonico o la generazione di nuovi numeri durante l’intera fase di emergenza. In ragione del fatto che la maggior parte dell’attività di vengono svolte da remoto, tale misura si rivela certamente sproporzionata, traducendosi nell’impossibilità per i clienti di cambiare fornitore, in un momento in cui trovare l’ di servizi di telefonia più consona alle nuove esigenze è cruciale e preziosi possono essere i benefici del confronto competitivo (prezzi più bassi o servizi migliori).

Anche la concorrenza infrastrutturale, funzionale all’offerta dei da rete fissa rappresenta un passaggio cruciale per affrontare le diverse fasi dell’emergenza. In questa prospettiva, diversi sono gli interventi che possono comportare una più veloce costruzione della rete in fibra ottica: ridurre gli oneri amministrativi previsti per la realizzazione delle reti; favorire la condivisione delle e aumentare il grado informativo rispetto alle esistenti.

Limitatamente alle aree bianche, potrebbero essere previste deroghe alla regolamentazione vigente volte a permettere l’avvio di un maggior numero di cantieri.

Le , inoltre, potrebbero mettere a disposizione dei vari operatori le infrastrutture atte ad ospitare le reti di telecomunicazione già esistenti e di loro pertinenza.

Analogamente, l’Autorità auspica che in relazione alle proposte di proroga di gare e concessioni venga effettuato un attento e necessario bilanciamento tra i benefici di breve periodo e i possibili costi che si potrebbero manifestare in un orizzonte temporale più ampio.

I provvedimenti tesi a posticipare il confronto concorrenziale dovrebbero infatti essere rigorosamente temporanei e direttamente funzionali al superamento dell’emergenza, evitando proroghe automatiche e generalizzate. In particolare, molte amministrazioni locali, prima dell’emergenza, stavano avviando le procedure per l’affidamento dei servizi di TPL su gomma.

Se un periodo di sospensione delle gare può apparire ragionevole, le proroghe degli affidamenti (peraltro già tutti in regime di prorogatio dal 3 dicembre 2019) non dovrebbero comunque eccedere le reali esigenze delle amministrazioni, per consentire quanto prima il ricorso a strumenti idonei a favorire un utilizzo efficiente delle risorse pubbliche.