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Il film è una ricostruzione storica e di propaganda antinazista in chiave epica. In quegli anni era in corso l’operazione restauratrice sia in sede politica sia nel campo delle arti, con la liquidazione di ogni avanguardia e introducendo i canoni del realismo socialista. Il culto della personalità di Stalin richiedeva supporti storico-culturali. Di qui anche nel cinema il richiamo alla tradizione russa e ai valori nazionali. Il principe Nevskij è l’eroe, al posto di quella massa popolare, onnipresente nei precedenti lavori di Ejzenštejn. Al posto dell’urgenza espressiva, si va sostituendo una accresciuta ricercatezza formale.
Questo film rappresenta il ritorno di Ejzenštejn alla regia cinematografica, dopo quasi dieci anni di lontananza dai trionfi e dalla mondanità. Ed infatti, in perfetta coerenza con l’ideologia stalinista e il realismo socialista, il film venne accolto con grande successo alla sua presentazione a Mosca il 23 novembre 1938 (12 rulli, 3044 metri). Per questo film, nel febbraio 1939, Ejzenštejn ricevette l’Ordine di Lenin. La colonna sonora fu appositamente composta da Prokof’ev per il film.
Le gesta del principe Nevskij si svolgono intorno al 1240, durante il cosiddetto periodo di dispersione allorché, caduta Kiev, la Russia subisce ripetuti attacchi dai mongoli e conseguentemente si smembra. Intanto, sul fronte occidentale, preme un’altra minaccia: l’espansione germanica. Ad appoggiare la spinta tedesca e a tutelare la sua minoranza si stabilisce in Livonia l’Ordine dei Portaspada, cavalieri cattolici di nobile lignaggio, ex crociati, legati dal giuramento di fedeltà al papa di Roma e nemici irriducibili dei pagani slavi. Lituania, Polonia e Russia sono il loro territorio di caccia e di crimini spaventosi. Si congiungono poi con il potente Ordine Teutonico dei Cavalieri della Croce, che esercita la propria autorità dalla Prussia a S. Giovanni d’Acri: la più grande forza militare d’Europa.
Quando i Teutoni puntando su Novgorod, le città minacciate si rivolgono all’uomo considerato il maggior guerriero di Russia: il principe Aleksandr, detto Nevskij, del Granducato di Suzdalia. Questi, che era dedito ad opere di pace con i pescatori e i cacciatori degli innumerevoli laghi della regione, raccoglie attorno a sé un’armata molto composita, di cavalieri e contadini, e la guida verso le frontiere occidentali, salvando Novgorod dal saccheggio. Sul Lago dei Ciudi dà prova della sua sapienza strategica sbaragliando d’astuzia le possenti armate dei Teutoni nella storica battaglia del lago ghiacciato.

Fonte: Wikipedia