AGCOM Italia, Coronavirus: Lettera alle piattaforme di condivisione di video e social media

Tempo di lettura: 3 minuti

L’Autorità, nella riunione di Consiglio del 18 marzo u.s., alla luce del Decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 31 gennaio 2020 con il quale è stato dichiarato per sei mesi lo stato di nazionale in conseguenza del rischio sanitario connesso all’insorgenza di patologie derivanti da agenti virali trasmissibili (COVID-19) ed esaminato il decreto legge 17 marzo 2020, n. 18, con il quale sono state disposte una serie di misure volte a garantire la pubblica e la sicurezza, ha rilevato la necessità di
rivolgere a tutti i fornitori di servizi di media audiovisivi e radiofonici un richiamo.

Pertanto, in ossequio ai principi sanciti a tutela di una corretta ed obiettiva, tali soggetti, devono garantire una adeguata copertura informativa sul tema del “ covid-19”, ponendo in essere ogni sforzo per assicurare la testimonianza di autorevoli esperti del mondo della scienza e della medicina allo scopo di fornire ai cittadini utenti informazioni verificate e fondate in merito alle caratteristiche epidemiologiche del , nonché dei di prevenzione del contagio e di trattamento dello stato di infezione (delibera n. 129/20/CONS).

Sulla scorta di tale premessa, a norma dell’art. 21 della Costituzione come interpretato dalla
giurisprudenza costituzionale e ordinaria, i mezzi di di massa devono concorrere a fornire alla pubblica opinione un’informazione completa, obiettiva, imparziale.

Pur considerando le numerose e diverse caratteristiche distintive dei fornitori di piattaforme per la condivisione di video rispetto ai tradizionali mezzi di comunicazione di massa, e tenendo conto delle misure autonomamente adottate in sede di autoregolamentazione, l’Autorità ha ritenuto di rivolgersi anche ad esse (delibera n. 129/20/CONS, art. 1, comma 2), sottolineando l’importanza della diffusione, in particolare sui social media, di informazioni medico-sanitarie corrette e scientificamente fondate in relazione alle caratteristiche epidemiologiche del coronavirus, nonché dei comportamenti di prevenzione del contagio e di trattamento dello stato di infezione.

Ci si riferisce qui, in tutta evidenza, alle sole informazioni di esclusiva natura medico-sanitaria o di profilassi, anche in ragione del diffondersi di molteplici in merito, ripetutamente segnalate all’Autorità e recentemente pubblicamente denunciate dal Capo della Protezione Civile.

Allo scopo di contribuire efficacemente alla tutela della salute pubblica in questa fase di emergenza, l’Autorità, nell’esercizio delle proprie funzioni di vigilanza, ha contestato ai canali 61DTT e 880 SAT, eserciti da società facenti capo al noto giornalista Panzironi, la trasmissione di “contenuti, commerciali e non, potenzialmente suscettibili di porre in pericolo la salute degli utenti in quanto induttivi di una sottovalutazione dei rischi potenziali del virus CoVid-19 e dell’erroneo convincimento che lo stesso possa essere trattato con misure non terapeutiche ma alimentari o di mera integrazione, e conseguentemente idonei a ridurre il senso di vigilanza e di verso i rischi sanitari e quindi tali da risultare pregiudizievoli per la salute dei consumatori/utenti”.

In particolare, l’Autorità ha riscontrato nella programmazione visionata la presenza di
una edizione de “Il Cerca Salute” identificata come “Speciale CoVid-19”, e caratterizzata dalla sovraimpressione fissa sul lato superiore dello schermo del claim “Quello che non ti hanno detto delcoronavirus”, in cui sono riscontrabili affermazioni di significativa gravità alla luce del quadro normativo di riferimento.

I contenuti, infatti, risultano potenzialmente suscettibili di porre in pericolo la salute degli utenti in quanto induttivi di una sottovalutazione dei rischi potenziali del virus CoVid-19 e dell’erroneo convincimento che lo stesso possa essere prevenuto o persino trattato con misure non terapeutiche ma alimentari o di mera integrazione, e conseguentemente idonei a ridurre il senso di vigilanza e di responsabilità verso i rischi sanitari e quindi tali da risultare pregiudizievoli per la salute dei consumatori/utenti.

L’iniziativa dell’Autorità, avviata ai sensi dell’art. 51, comma 9, del Testo unico dei servizi di media audiovisivi e radiofonici, porta alla sospensione della programmazione e, nei casi più gravi, alla revoca.

Com’è noto, gli argomenti trattati nei programmi informativi e di intrattenimento diffusi dai servizi di media audiovisivi e radiofonici costituiscono con sempre maggiore frequenza oggetto di attenzione, discussione, polarizzazione nei social media, i quali ultimi rappresentano per alcune fasce della popolazione lo strumento privilegiato di accesso alle informazioni.

Al riguardo, è stato accertato che i suddetti contenuti di cui alle “Life120”, risultano disponibili su numerose pagine web afferenti al sig. Panzironi e a numerosi gruppi riferiti al “sistema” Life120, in particolare sulle piattaforme Facebook e .

Si invita pertanto codesta società a valutare, nell’ambito degli impegni assunti in sede di autoregolazione, quali iniziative intraprendere nei confronti dei suddetti contenuti, di cui alle decisioni assunte dall‘Autorità, al fine di contrastare la diffusione di informazioni false o comunque non corrette, diffuse dalle suddette fonti non scientificamente accreditate, circa gli aspetti epidemiologici e di trattamento del coronavirus, nonché dei comportamenti da adottare per prevenire l’infezione e la sua diffusione.

Più in generale, si chiede di conoscere quali iniziative la piattaforma ha assunto o intenda assumere, indicandone i criteri, le motivazioni e gli strumenti di trasparenza e garanzia per gli utenti interessati, in merito al contrasto di strategie di disinformazione di tipo medico-sanitario in relazione agli esclusivi aspetti epidemiologici e di trattamento sanitario del coronavirus, nonché dei comportamenti che i singoli cittadini possono adottare, sempre ed esclusivamente sotto il profilo medico, per prevenire l’infezione e la sua diffusione.

Fonte Documento in PDF