Africa, Un’agricoltura poco produttiva

Nel momento in cui la natura diventa meno ospitale, gli si chiede di nutrire delle generazioni sempre più numerose. Infatti, tra i tre Paesi studiati, i tassi di fecondità sono molto elevati. Questi sono anche aumentati nel corso degli ultimi anni, attestandosi per esempio su 7,9 bambini in media per donna a Tillabéri, cioé 1,1 in più rispetto al 2006.

“Lo scarso accesso ai servizi sanitari riproduttivi non fa che accentuare questa tendenza. Nella regione del Sahel, in Burkina Faso, e nella regione di Tahoua, in Niger, le donne sposate o accoppiate, nella fascia 15-19 anni, che fanno uso di un mezzo contraccettivo, rispettivamente, sono l’1,2% e il 2,4%”, secondo gli ultimi dati disponibili.

La metà della popolazione ha meno di 15 anni. E il suo accesso all’educazione è sempre meno garantito, ricordando che esistono delle grandi disparità all’interno stesso della regione, dove la mancanza di sicurezza ha inoltre portato alla chiusura di 2.000 scuole in meno di diciotto mesi.

La risposta a questa domanda crescente di cibo si traduce con la ricerca di nuove terre dove si applica un’agricoltura poco produttiva, ad eccezione del perimetro di Mopti, che beneficia di sistemi di irrigazione.

Il tutto con l’esacerbazione delle tensioni tra gli allevatori. La regione del Piptako-Gourma ospita un terzo delle mandrie di bovini di tre Paesi e, come la popolazione, queste non cessano di crescere, al ritmo del 5% circa all’anno.

“La rarefazione dell’acqua e delle risorse foraggifere, il calo delle zone di pascolo legate all’espansione delle terre agricole all’insicurezza in crescita, fanno aumentare la vulnerabilità delle popolazioni pastorizie e contribuiscono ad alimentare le frequenti tensioni tra agricoltori ed allevatori”, conclude lo studio realizzato, secondo Gilles Chevalier, per permettere ai governi e alle organizzazioni umanitarie e di sviluppo di meglio organizzare i loro interventi.

Essenzialmente a beneficio delle popolazioni pastorizie che, in Sahel, sono state le meno considerate da parte delle politiche di aiuto.

Fonte: ADUC