Africa, Transumanza transfrontaliera

Tempo di lettura: 2 minuti

Diverse iniziative sono state prese a livello regionale, ma sono ancora ai loro primi passi. I sistemi di allerta precoce sperimentati da diversi decenni per gli agricoltori sedentari cominciano a considerare i bilanci foraggiferi, sì da poter anticipare la situazione alimentare delle popolazioni nomadi.

La ONG Action contre la faim (ACF) individua, a partire da immagini satellitari, delle mappe di biomasse per localizzare i pascoli nonché la disponibilità di acque di superficie lungo i percorsi delle transumanze.

L’evoluzione del prezzo del bestiame è monitorato su una cinquantina di mercati locali. “Per creare un controllo efficace, dobbiamo elaborare degli indicatori specifici che siano adatti ai modi di vita degli allevatori e ai loro calendari che cominciano piuttosto presto”, dice Cédric Bernard, consigliere sulla all’ufficio regionale dell’ACF di Dakar.

La ONG, in collaborazione con delle associazioni di allevatori, è impegnata su un sistema di allerta che, grazie all’invio di SMS, permetterebbe di informare sulle condizioni climatiche e lo stato dei pascoli sì da poter individuare i migliori percorsi per le greggi.

Per suo conto, la cassa-mutua panafricana African Risk Capacity, che già assicura gli agricoltori contro i rischi climatici, ha preparato una polizza adatta agli allevatori, come è stato già fatto in Senegal e Kenya.

“Questi meccanismi di assicurazione che sono sottoscritti dagli Stati hanno il vantaggio di essere più reattivi in caso di crisi, contrariamente all’aiuto esterno che arriva spesso troppo tardi.

Questi permettono agli allevatori di acquistare alimenti per i loro animali e prevengono dagli spostamenti precoci che possono provocare dei con gli agricoltori”, spiega Papa Zoumana Diarra, capo della pianificazione e delle operazioni di African Risk Capacity.

Nel frattempo, ovunque nel Sahel, alcuni pastori hanno già preso la strada verso le regioni costiere, consapevoli che numerose strade sono state cancellate.

Alcuni mezzi finanziari sufficienti saranno utilizzati per organizzare “una transumanza transfrontaliera in sicurezza”, come dicono i membri del RPCA? E, al di là di questo, per rispondere alle cause profonde della destabilizzazione del Sahel? Lì c’é più di una urgenza.

La della regione raddoppierà nel corso dei prossimi venticinque anni.

(articolo di Laurence Caramel, inviata speciale, pubblicato sul quotidiano Le Monde del 11/04/2019)