Afghanistan, ONG: Gli aiuti internazionali

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L’agenzia internazionale che coordina un centinaio di Ong che operano in Afghanistan, l’ACBAR, ha ricevuto un rapporto dall’ ove viene scritto cosa accade sugli aiuti internazionali destinati alla ricostruzione e all’assistenza umanitaria. La spende circa 4,5 milioni di euro al giorno in attività umanitarie e di ricostruzione; per le operazioni militari i soli Stati Uniti spendono quotidianamente oltre 60 milioni di euro: una differenza che ben descrive quali siano le reali priorità della . Il fatto però che degli oltre 15 miliardi di euro promessi dai donatori (governi e ) dal 2001 a oggi, meno di 10 sono stati effettivamente spesi. I soli Stati Uniti, ad esempio, hanno dato solo la metà dei 6 miliardi di euro promessi negli ultimi anni. Gli altri Paesi, in media, hanno dato due terzi delle cifre impegnate. Gli esempi ? La metà dei della statunitense () sono finiti in appalti a cinque multinazionali Usa (KBR-Halliburon, Louis Berger Group, Chemonics International, Bearing Point e Dyncorp).
Lo stipendio medio di un operatore umanitario occidentale che lavora in Afghanistan è di 20mila euro al mese. Per non parlare delle case con piscina e aria condizionata in cui vengono alloggiati, delle guardie armate che proteggono abitazioni e uffici (10 mila uomini solo a ), dei rifornimenti di cibo occidentale spediti dalla madrepatria e delle flotte di lussuosi fuoristrada Toyota. (Articolo per intero su PeaceReporter)