Abbigliamento vegano, esiste davvero od è una fake news?

Tempo di lettura: 2 minuti

Nel campo dell’alimentazione esiste una cultura e consapevolezza di cosa scegliere, grazie anche ad una più diffusa comunicazione selettiva e di qualità, ma nel mondo della la “coscienza vegana” stenta, a fatica, ad emergere. Cuoio, lana, seta, piume: sono alcuni tra i principali molto diffusi nei negozi e sulle passerelle, materiali che non rispettano uno stile di vita dedito alla salvaguardia di animali e e sui quali non è facile trovare alternative valide cruelty free.

Eppure, quando si è fatto la scelta vegetariana o vegan, a quel punto si dovrebbe fare attenzione a cosa si compra, dai all’abbigliamento, quindi iniziando nel leggere le etichette e non solo quando si va al .

Ovviamente ci sono delle alternative all’utilizzo di cuoio, lana, seta e piume, cioé tessuti innovativi come il velluto, la flanella, la ciniglia e l’acrilico, con i quali potrai stare al caldo e vestire con stile, senza sentirti in colpa verso alcun animale.

Quali sono altre a cui porre particolare attenzione per l’acquisto di ? La canapa, il cotone, il lino sono alternative ad altri materiali come ad esempio la seta, per la quale i bachi vengono sottoposti a cruenti sfruttamenti, o alle piume d’oca, facilmente sostituibili con quelle sintetiche.

Ma non solo. Alcuni materiali altrettanto interessanti sono il bambù e la viscosa, entrambi sono dei validi sostituti della pelle. Per gli come le borse, le cinture ed il portafogli e per le scarpe, vengono utilizzati materiali in finta pelle e alcantara.

Esistono nel mondo stilisti che hanno dato una svolta alla loro e utilizzo di materiali rispettosi dell’ambiente e ; sono ad esempio Stella McCartney, Elisabetta Lanfranchi, Armani, Renzo Rosso, ed altri i quali non producono più con pelliccia e pelle, sviluppando linee totalmente eco.

Per quanto riguarda i marchi vegan: tra essi troviamo, Bershka, Oysho e Pull and Bear. Nel settore calzaturiero è più difficile trovare marchi vegan, ma tra i migliori, Opificio V, per le scarpe, Pretty and mad, una piccola artigiana emergente e un interessante marchio canadese, Matt & Nat.

Fonti varie