A chi vende le armi l’Italia?

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Dietro tutte le guerre, scrive Cronacaedossier.it, c’è un florido mercato di armi e armamenti. È un mercato che a livello internazionale, dovrebbe essere regolamentato da accordi rigidamente rispettati e controllati. Accordi come la Convenzione di Ottawa, sottoscritta da ben 162 Stati.

Nel Febbraio del 2019, si è svolto l’Idex 2019 (International Defence Exhibition), l’esposizione biennale di sistemi militari di Abu Dhabi giunta alla quattordicesima edizione. Un salone che rappresenta il punto di riferimento per i ricchi acquirenti del Medio Oriente e, soprattutto, per le aziende produttrici di armamenti.

Tra le 1.235 aziende di 57 Paesi, la presenza italiana è stata rilevante: 31 aziende, tra cui oltre ai colossi Leonardo (ex Finmeccanica) e Fincantieri, figurano i produttori di bombe (Simmel Difesa del gruppo francese Nexter), di “armi leggere” (Beretta, Benelli, Tanfoglio, Fiocchi, ma anche la meno nota Mateba), di “materiali da difesa” di ogni tipo e soprattutto di sistemi elettronici tra cui spicca Hacking Team, l’azienda sospettata di essere coinvolta nello spionaggio di Giulio Regeni (con relative proteste dell’azienda) e anche nel caso dell’omicidio del giornalista saudita Jamal Khashoggi.

L’Italia esporta armi per un valore di centinaia milioni di euro all’anno verso la Turchia.

Nel 2014 ha venduto alla Turchia un valore di 463,8 milioni di euro.

Il ministro degli Esteri Luigi Di Maio il 10 ottobre 2019 ha disposto la convocazione dell’ambasciatore turco in Italia in segno di protesta contro l’offensiva turca. Il leader del M5S ha dichiarato “inaccettabile” l’invasione contro i curdi.

Ma nonostante le condanne formali verso l’operazione di Erdogan, provenienti da tutte le parti politiche, il governo non ha ancora agito né annunciato misure sulla questione dell’esportazione di armi ad Ankara.

L’Italia (dati del SIPRI [Stockholm International Peace Research Institute]) è al nono posto per quanto riguarda l’esportazione di armi nel mondo.

Il primo produttore di armi è lo Stato Italiano. Un ampio campionario dell’arsenale bellico italiano, pesante e leggero, con tanto di associazione di rappresentanza, l’Aiad (Federazione Aziende Italiane per l’Aerospazio, la Difesa e la Sicurezza), la cosiddetta “Confindustria degli armamenti”, capitanata dal suo presidente Guido Crosetto che è anche coordinatore nazionale di Fratelli d’Italia.

Fonti
cronacaedossier.it
osservatoriodiritti.it