World Press Forum (2)

Per quanto riguarda la Turchia il rapporto World press freedom index evidenzia che il presidente turco, Recep Tayyip Erdogan, ha intrapreso una pesante offensiva contro i media nazionali. La Turchia si attesta al 151mo posto sui 180 paesi: Ankara scende cosi’ di due posizioni rispetto all’indice pubblicato lo scorso anno.

“I giornalisti sono perseguitati e molti sono stati accusati di avere insultato il presidente, mentre internet viene censura in modo sistematico”, si legge nell’indice secondo cui anche il contesto regionale – la guerra in Siria e l’offensiva tura contro i curdi del Partito dei lavoratori del Kurdistan (Pkk) – “sta esacerbando la pressione sui media”, accusati anche di “terrorismo”.

Nei Balcani la situazione relativa alla liberta’ di stampa e’ leggermente migliore, anche se non mancano le criticita’ in grado di rallentare l’integrazione europea della regione. Per la Serbia “l’Europa e’ ancora lontana”: cosi’ viene intitolato il capitolo sulla Serbia del rapporto World press freedom index 2016.

Belgrado si e’ classificata al 59mo posto nella classifica che analizza le condizioni della liberta’ di stampa in 180 paesi del mondo: la Serbia ha registrato un miglioramento di otto posizioni rispetto al 67mo posto del 2015.

In ogni caso il rapporto parla esplicitamente di un “regresso nella liberta’ di stampa” da quando nel 2014 e’ andato al potere Alexandar Vucic “l’ex ministro dell’Informazione ai tempi di Slobodan Milosevic”. Le pressioni contro gli organi di stampa sono di tipo “finanziario e editoriale”, con i media piu’ critici nei confronti del potere che sono “bersaglio di attacchi pubblici”. Secondo il rapporto tre nuove leggi finalizzate a proteggere la liberta’ di stampa, per armonizzare la legislazione agli standard europei, sono state approvate ma non sono ancora entrate in vigore.

ADUC

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