Voto Europarlamento contro frodi IVA

La Procura europea, ovvero l’European Public Prosecutor’s Office (Eppo), si occuperà di indagare, di perseguire e di portare davanti ai Tribunali nazionali le persone accusate di reati che ledono gli interessi finanziari dell’Ue, incluse le froditransfrontaliere sull’Iva, un business multimiliardario che finanzia le mafie e anche il terrorismo, limitatamente a quelle che hanno prodotto un danno stimato di almeno 10 milioni di euro.

Qualsiasi estensione delle competenze dell’Eppo, spiega l’Europarlamento, richiede una decisione unanime del Consiglio Europeo.

L’Eppo funzionerà come un ufficio unico, ma con una struttura decentrata, organizzata su due livelli. L’Ufficio centrale sarà composto dal Procuratore capo europeo, dal collegio (formato da un Procuratore europeo per ognuno degli Stati partecipanti, finora 20) e dal direttore amministrativo, tra l’altro. Negli Stati membri, invece, lavoreranno i procuratori europei delegati, che avranno un doppio ruolo, agendo per conto dell’Eppo e come procuratori nazionali. Il lavoro dei procuratori nazionali verrà supervisionato a livello centrale.

Oggi le indagini penali per i reati che danneggiano il bilancio Ue sono di esclusiva competenza nazionale, cosa che ha portato ad un livello ineguale di protezione degli interessi finanziari dell’Unione. Di qui l’idea di combattere questi reati, come le frodi nell’utilizzo dei fondi Ue regionali e per l’agricoltura, a livello centrale. La proposta della Commissione di istituire l’Eppo è del 2013; mancando l’unanimità in Consiglio, si è proceduto a cooperazione rafforzata, inizialmente tra 16 Stati (altri 4 si sono aggiunti in seguito). Non partecipano Polonia, Ungheria, Svezia, Paesi Bassi e Malta. Danimarca, Regno Unito e Irlanda sono o esclusi o hanno clausole di opt-out.

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Posted by on 18/11/2017. Filed under ARCHIVIO, ECONOMIA. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry

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