Vicariato apostolico dell’Arabia settentrionale

Il vicariato apostolico dell’Arabia settentrionale (in latino: Vicariatus Apostolicus Arabiae Septentrionalis) è una sede della Chiesa cattolica immediatamente soggetta alla Santa Sede. Nel 2010 contava 300.000 battezzati su 3.000.000 abitanti. È attualmente retta dal vescovo Camillo Ballin, M.C.C.I. Il vicariato apostolico estende la sua giurisdizione sui fedeli cattolici dei seguenti Paesi della Penisola arabica: Kuwait, Arabia Saudita, Qatar e Bahrain. Il vicariato comprende solo formalmente il territorio dell’Arabia Saudita, stato in cui i culti non musulmani sono proibiti.
Sede del vicariato è la città di Madinat al-Kuwait, dove si trova la cattedrale dedicata alla Santa Famiglia nel Deserto. Il territorio è suddiviso in 7 parrocchie: quattro si trovano in Kuwait, due in Bahrain e una in Qatar.[1] La prefettura apostolica di Kuwait fu eretta il 29 giugno 1953 con la bolla Quemadmodum dispensator di papa Pio XII, ricavandone il territorio dal vicariato apostolico di Arabia (oggi vicariato apostolico dell’Arabia meridionale).
Il 2 dicembre 1954 la prefettura apostolica fu elevata a vicariato apostolico con la bolla Quandoquidem Christi dello stesso papa Pio XII.
Il 27 gennaio 1957 fu posta la prima pietra della cattedrale, che fu consacrata il 16 marzo 1961.
Nel 1973 è stata fondata una parrocchia di rito bizantino.
Il 31 maggio 2011 il vicariato apostolico ha esteso la sua giurisdizione sull’Arabia Saudita, sul Qatar e sul Bahrain, che erano soggetti al vicariato apostolico di Arabia, e ha assunto l’attuale denominazione in forza del decreto Bonum animarum della Congregazione per l’Evangelizzazione dei Popoli.[2]

FONTE

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