VENEZUELA, CRISI: QUASI 3000 PERSONE INCARCERATE

I detenuti in Venezuela sono quasi tutti esponenti di organizzazioni per i diritti umani e, secondo quanto rilevato dai media locali indipendenti, dal Foro Penale Venezuelano e dall’Osservatorio dei Diritti Umani del Paese, sono stati trasferiti nelle prigioni militari, in carceri di massima sicurezza. Ogni giorno, ci sono scontri tra cittadini, polizia, guardia nazionale e gli squadroni della morte autorizzati dal governo che uccidono a sangue freddo. Tutto diventa sempre più critico, l’unità antisommossa della Guardia Nazionale venezuelana attacca il popolo con carri armati per le strade schiacciando la gente che protesta, gli studenti sono torturati e massacrarti per i collettivi clandestini composta di bande armate e criminali, alcuni detenuti “ufficialmente” in prigione, ma entrano e escono a loro discrezione utilizzano tattiche di guerriglia per sciogliere qualsiasi manifestazione popolare contro il regime.

Ultime notizie riferiscono che la Russia potrebbe fornire assistenza alle autorità venezuelane nel risolvere la crisi nazionale, se Caracas ne facesse esplicita richiesta. Lo ha dichiarato il portavoce del ministero degli Esteri russo Maria Zakharova.

Intanto ogni giorno muoiono giovani che protestano contro il governo Maduro. Le proteste sono iniziate dopo la decisione della Corte Suprema che limita severamente le funzioni dell’opposizione nell’Assemblea nazionale.

La Farnesina ha predisposto un piano di assistenza per 1 milione di euro destinato ai connazionali in Venezuela.Il contingente dei carabinieri, presso il consolato generale e l’ambasciata, sono in fase di potenziamento. Il governo italiano sta lavorando affinché le aziende italiane recuperino «i 3 miliardi di crediti che vantano», in quanto sono ben radicate nel territorio e non possono permettersi un default tale con la chiusura delle stese, licenziando tutti.

Fonti varie

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Posted by on 15/05/2017. Filed under ARCHIVIO, CRONACA ESTERA. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry

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