UE, Criminalità: Un business da 311 miliardi di euro

Traffici di droga, prostituzione, contraffazione, armi, ma anche tratta di esseri umani e traffico di rifiuti: e’ di oltre 311 miliardi di euro il fatturato del business della criminalita’ organizzata nei 27 paesi dell’Unione Europea.
A redigere la mappa dei traffici miliardari e’ il settimanale del Centro di Studi e iniziative culturali ‘Pio La Torre’, ‘A Sud’Europa’ che nell’ultimo numero precisa pero’ che le stime sul volume d’affari sono inferiori rispetto al reale peso che le mafie hanno nel vecchio continente dato che non si tiene conto, perche’ e’ pressocche’ impossibile quantificarle, delle risorse sottratte comunque all’economia attraverso la corruzione ed il controllo di attivita’ legali.
Circa l’80 per cento di questi traffici e’ concentrato nel cuore produttivo dell’Europa, con una quota maggiore in Spagna (90,1 miliardi), seguita dall’Italia (81,5 miliardi) e dalla Gran Bretagna (45,2 miliardi).
Ovviamente non tutti questi traffici sono ascrivibili esclusivamente a Cosa Nostra o alle altre organizzazioni mafiose italiane, ma a gruppi o reti criminali di varia provenienza.
Di fronte alla gravita’ dell’aggressione che le reti criminali internazionali esercitano sulla sicurezza e sull’economia dei Paesi europei, pero’, gli strumenti repressivi disponibili sono molto limitati: non esiste ancora una definizione normativa comune di criminalita’ organizzata sicche’ accade spesso che quando la Procura di Palermo chiede la collaborazione di Paesi membri per indagare sulle attivita’ all’estero di una persona inserita o vicina a Cosa Nostra si sente rispondere che il reato di associazione mafiosa non e’ contemplato dalle legislazioni nazionali e quindi, in mancanza di specifici reati da contestare, non e’ possibile svolgere atti di indagine come perquisizioni, sequestri, accertamenti bancari ed altro. Le incongruenze non sono pero’ soltanto all’estero dato che anche il nostro Paese, che pure vanta una legislazione all’avanguardia che e’ stata universalizzata dalla Convenzione ONU sulla criminalita’ organizzata transnazionale sottoscritta a Palermo il 12 dicembre 2000, ha ancora oggi seri problemi per confiscare i beni che i mafiosi detengono in un Paese comunitario.
L’Italia infatti non ha ancora recepito con una propria legge il contenuto della decisione quadro n. 783 del 2006 del Consiglio Europeo, con il risultato che recentemente le Autorita’ giudiziarie tedesche della Bassa Sassonia hanno respinto la richiesta di confiscare due pizzerie, del valore complessivo di 460mila euro, riconducibili a soggetti condannati con sentenza definitiva.
Il caso ha destato particolare clamore anche perche’ la Germania, dopo i noti fatti di Duisburg del 15 agosto 2007, e’ corsa ai ripari per difendere l’integrita’ del proprio sistema economico dall’aggressione delle mafie e si e’ percio’ immediatamente adeguata alla decisione quadro n. 783 recependola con una legge del Parlamento federale del 2 ottobre 2009. Anche la Francia, il Portogallo e a Spagna hanno recepito le disposizioni comunitarie in materia di confisca ed il fatto che il Parlamento italiano, nonostante i tentativi fatti dal Governo di centrosinistra del 2008 e dall’attuale Governo di centrodestra, non riesca a trovare ancora la necessaria coesione per varare la legge di attuazione rende vani gli sforzi di investigatori e magistratura per individuare e confiscare i beni che le organizzazioni mafiose, non a caso, preferiscono tenere all’estero. Ma il caso piu’ clamoroso di inottemperanza del nostro Paese alla legislazione comunitaria rimane l’ormai ultradecennale mancato recepimento della Convenzione europea sulla corruzione del 27 gennaio 1999, contenente un apparato organico di disposizioni finalizzate alla prevenzione ( es.
anagrafe patrimoniale dei pubblici dipendenti ) ed alla repressione ( es. operazioni sotto copertura ) di un fenomeno criminale che, secondo le piu’ recenti analisi della Procura generale della Corte dei Conti, e’ talmente rilevante da ‘ incidere sullo sviluppo economico del Paese’.

ADUC

Related posts